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L'effetto della riforma Pac 2014-2020 sulle superfici agrarie in Italia

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4 significativa difesa dei redditi agricoli. Contemporaneamente, però, iniziarono a sorgere i primi problemi. Frequentemente la produzione eccedette la domanda interna, perciò, al fine di difendere i redditi agricoli, i costi per gestire le eccedenze produttive si alzarono notevolmente. Inoltre, a causa dell’aumento di tecniche e mezzi di produzione sempre più intensivi, aumentarono gli effetti negativi sull’ambiente. Queste problematiche furono causate principalmente dall’introduzione dei pagamenti accoppiati. Gli agricoltori, infatti, erano incentivati a produrre di più perché a maggiori produzioni corrispondevano maggiori sostegni. Tutto ciò impose altissimi costi tali per cui la PAC arrivò a pesare per oltre il 60% del bilancio comunitario. Proprio per questo motivo fu necessario intervenire per modificare la PAC. Così dagli anni ’80, la Politica Agricola, è stata soggetta a diverse riforme volte ad aumentarne l’efficienza. La prima fu la Riforma McSharry del 1992. Questa ridusse il livello dei prezzi garantiti allo scopo di aumentare la competitività agricola comunitaria e introdusse un sistema di pagamenti parzialmente disaccoppiati, ovvero aiuti diretti proporzionati alla superficie coltivata e al numero di capi del bestiame, al fine di preservare i redditi agricoli. Vennero attuate, inoltre, misure agroambientali e di prepensionamento, al fine di abbassare l’età degli agricoltori europei. Nel 1999 venne introdotta la Riforma Agenda 2000, la cui importanza risiede nell’aver stabilito i punti di un modello agricolo europeo nel quale l’agricoltura deve essere in armonia con ambiente, territorio e società. In questo contesto vennero dunque introdotti i concetti di multifunzionalità, in cui all’agricoltura vengono attribuite anche funzioni sociali e di servizio alla collettività e di competitività, così da sostenere la concorrenza di mercato. Un altro aspetto di notevole importanza, introdotto con la riforma, fu la suddivisione della PAC in due pilastri: mercati e sviluppo rurale. Il primo pilastro è quello che fornisce aiuti diretti agli agricoltori e sostiene le misure di mercato, finanziate direttamente dal bilancio comunitario. Il secondo, invece, promuove lo sviluppo rurale con misure programmate a livello territoriale.
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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Vanzaghi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Roberto Pretolani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

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