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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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18 conseguentemente, la medesima comunità avrebbe trasferito al re il potere esecutivo, investendolo dell'autorità di guidare l'intero popolo. La libera volontà nobiliare avrebbe concesso all'autorità regale una prerogativa fondamentale per determinare chi potesse avere diritto allo status di nobile. Essa consisteva nel potere di concedere la proprietà di una porzione di territorio da assegnare al neo-nobile e ai suoi discendenti in perpetuo. La proprietà sulla terra distingueva il nobile dal plebeo: e, in nome di ciò, Werboczy correttamente espose che la nobiltà, creata dal monarca 26 , dipendeva da lui. Viene tuttavia sottolineato come il legame tra autorità e ceto nobiliare non sia unidirezionale, bensì che esista una reflexibilem connexionem tra le due entità, ut [...]alter sine altero fieri non possit poiché sono i nobili che eleggono il re, allo stesso modo per cui è il re ad elevare un uomo al rango di nobile. Come spiegato in Trip., I, 4, questa elevazione deve trarre la sua giustificazione nella esplicazione di particolari virtù da parte dell'uomo reso nobile. In primis, può trattarsi di qualità venute alla luce nell'ambito del servizio militare. La società magiara si caratterizza per essere una società fondamentalmente guerriera. Non avrebbe potuto essere altrimenti, data la provenienza extraeuropea di questo popolo, stabilitosi in un bacino prevalentemente disabitato, ma sempre esposto ad un costante rischio di disintegrazione per via dell'accerchiamento geografico da parte di popolazioni slave su tre lati e della presenza, ai confini occidentali, del Sacro Romano Impero. Fu grazie alle qualità guerriere dei magiari che, nell'arco di un periodo di tempo relativamente breve, furono sottomesse Transilvania, Slavonia, Dalmazia e fortificati i confini settentrionali del Regno 27 . In secundis, Werboczy, pur non menzionando una specifica qualità o virtù della quale si debba necessitare al fine della elevazione al rango di nobile, ammette che quest'ultimo possa essere acquisito caeteris animi corporisque dotibus et virtutibus: il monarca, assodate queste virtù , dona una proprietà – che può consistere in un castro, vel oppido, sive villa aut alio iure possessionario – cosicché l'uomo, anche se si trovi in condizione di servitù, possa essere da quel momento in poi considerato nobile. Alla donazione deve poi seguire la legitima statutio con la quale il monarca conferisce in modo solenne i crismi della legalità all'operazione di nobilitazione, mediante una procedura convalidante 28 . È fatto salvo, in un'ottica che considera l'autorità del monarca come autorità suprema, il potere del medesimo di nobilitare un membro della comunità di popolo d'imperio, senza quindi il 26 Werboczy usa prevalentemente il termine princeps. 27 RADY, Courts, Texts and the Tripartitum, op. cit., p. 3. 28 Che verrà esplicitata al momento dell'analisi di Trip., I, 8.
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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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Informazioni tesi

  Autore: Emilio Caramico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angela Maria Santangelo Cordani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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Parole chiave

storia del diritto
ungheria
romania
diritto consuetudinario
diritto comune
diritto successorio
diritto familiare
storia del diritto comparata
istvan werboczy
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