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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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20 più stretta allorché la classe guerriera decise di cautelare la sua posizione sociale, per via delle alienazioni che la Corona, verso la fine del dodicesimo secolo, stava compiendo in misura sempre maggiore. Ciò è comprensibile se pensiamo che i guerrieri dovevano essere soggetti alla giurisdizione del locale signore della contea, secondo la normativa del dodicesimo secolo. Perciò, mediante un legame ancora più stretto con il monarca, vi fu la tendenza della classe guerriera a elevare ancor di più la propria posizione sociale. La qualifica di servientes regis era adatta allo scopo, poiché implicava la possibilità di essere considerato parte della cerchia del re. Coloro, tra i guerrieri, i quali non riuscivano in questo “salto” dovettero accontentarsi di una subordinazione al proprietario terriero del luogo sul quale esercitavano la loro attività. L'obbligo di contribuire alle spese militari e di fornire uomini e armi all'esercito, nonché la prestazione militare di tipo personale, permasero anche allorché il tratto distintivo della nobilitas Hungarica divenne la proprietà della terra, al punto che il conferimento di un appezzamento di terra da parte del monarca veniva ritenuto un indizio evidente dell'appartenenza al ceto nobiliare della persona che affermava la sua pretesa in questo senso. Il riferimento alla proprietà della terra si estrinsecò, ad esempio, anche nella scelta del cognome, consistente in un toponimo che si riferiva al luogo in cui si trovava la proprietà familiare principale; o all'appellativo, riferito ai parenti più stretti, di frater condivisionales e non più generationales, a indicare la proprietà ereditata che possedevano in comune 35 . Il legame con la proprietà terriera, quindi, tese ad una sempre maggiore accentuazione nel corso dei due secoli precedenti la compilazione del Tripartitum, fornendo al Werboczy il materiale per trattare del rapporto tra monarchia e classe nobiliare, come sopra analizzato. Nei rapporti tra le due entità, è d'obbligo sottolineare l'impatto che ebbe la Bolla d'Oro di Andrea II d'Ungheria, in quanto il suo contenuto è riportato nell'opera werbocziana. Essa si distingue per la presenza di svariate libertà concesse al ceto nobiliare, anche per ridare tranquillità ad un Regno funestato dalle rivolte. È proprio per porvi termine che essa fu emanata 36 . In essa si elencavano i diritti di cui i nobiles avrebbero beneficiato al fine di impedire abusi o eccessive concentrazioni di potere, a loro discapito, da parte dell'autorità reale. Come accennato, le libertà della classe nobiliare, come esposte nella Bolla, sono descritte da Werboczy al fine di evidenziare ancor meglio il rapporto paritario che, nella sua ottica, doveva intercorrere tra il monarca e i nobili 37 . Le principali libertà in questione riguardano: • il diritto di non essere arrestati, se prima non siano stati citati o non abbiano ricevuto l'ordine di comparizione davanti ad un giudice. L'arresto, peraltro, non può essere eseguito laddove 35 Ibidem, p. 71. 36 Ibidem, pp. 78-79. 37 Trip., I, 9.
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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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Informazioni tesi

  Autore: Emilio Caramico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angela Maria Santangelo Cordani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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Parole chiave

storia del diritto
ungheria
romania
diritto consuetudinario
diritto comune
diritto successorio
diritto familiare
storia del diritto comparata
istvan werboczy
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