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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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10 prendere possesso di Buda. Questa efficacia nel tempo è resa ancora più degna di menzione per via del fatto che non si riscontra un parallelismo temporale tra le prime codificazioni in Europa occidentale, in seguito alla estensione della Repubblica (poi Impero) francese, e la prima codificazione in Ungheria. Infatti, se eccettuiamo l’introduzione dei Codici Civile e Penale austriaci alla metà dell’Ottocento (codici peraltro mai completamente entrati in vigore, anche per mezzo di disposizioni statutarie e sentenze che andarono a contraddire quella che era vista come una normativa straniera), l’Ungheria vide il suo primo Codice Civile pubblicato nel 1959 e vigente dal 1960. Si comprende quindi l’importanza assunta dall’opera di Werboczy, la quale cominciò ad incrinarsi solo a partire dalla metà del XIX secolo in considerazione della incompatibilità tra le sue disposizioni – rivolte alla classe nobiliare della quale Werboczy era componente – e l’intento di abbattere le disuguaglianze sociali sempre accentuate in un sistema inevitabilmente segnato dalla distinzione in classi. Ma, anche per via della legislazione tramite rendelet (decreti) e tentativi novecenteschi di codificazione dal carattere sempre provvisorio, si dovette attendere la fine della Seconda Guerra Mondiale per consegnare definitivamente alla storia Werboczy e la sua opera 4 . L’analisi è accompagnata da una comparazione tra gli istituti giuridici delineati nel Decretum (titolo che, fin dai mesi immediatamente successivi alla pubblicazione, venne attribuito al Tripartitum) e gli istituti giuridici di diritto familiare e successorio presenti nell’Europa occidentale, segnata ormai da secoli dall’evoluzione dell’esperienza giuridica dello ius commune, eccettuando la trattazione dell’evoluzione del diritto nelle isole Britanniche in considerazione della loro strutturazione peculiare del diritto basata sul common law. È necessario, prima di addentrarsi nell’analisi, precisare alcune peculiarità dell’opera in oggetto. In primis, analizzando il titolo dell’opera, notiamo un riferimento ad uno ius consuetudinarium del Regno d’Ungheria. Ciò era teoricamente corrispondente a quanto ordinato da Vladislav (Ladislaus) II di Boemia, Re d’Ungheria dal 1490 al 1516, il quale, nel 1504, 1505 e 1507, aveva ordinato che i decreta regni promulgati in suo nome venissero riuniti in un’unica raccolta. Allo stesso modo, nel 1498, era stato ordinato che le consuetudini vive del regno, applicate quotidianamente nelle decisioni e sentenze delle corti, fossero raccolte per essere sottoposte alla sua approvazione. Tuttavia, Werboczy non si attenne fedelmente alle disposizioni date dall’autorità regale. Da appassionato sostenitore del legame indissolubile presente tra legge scritta e consuetudine, asserì che: - La consuetudine, mediante l’uso continuato nel tempo che costituisce la conditio sine qua non della sua validità nell’ambito territoriale nel quale si sviluppa, può implicitamente annullare una disposizione di legge scritta. La disposizione di legge scritta, fosse essa decretum, statutum, iussus regis o altro, perdeva il suo vigore nel momento in cui fosse soppiantata nell’uso quotidiano dal costume, ciò che viene esplicitato in Trip., II, 2:9, allorché si afferma che: 4 L. PETER, The Irrepressible Authority of the Tripartitum, in BAK, BANYO, RADY, The Customary Law…, op. cit., pp. XVIII-XXI e XXIII-XXVI.
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Famiglia e Successioni in Ungheria tra tardo Medioevo e prima Età moderna: il Tripartitum di Istvan Werboczy (1517)

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Informazioni tesi

  Autore: Emilio Caramico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angela Maria Santangelo Cordani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 200

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Parole chiave

storia del diritto
ungheria
romania
diritto consuetudinario
diritto comune
diritto successorio
diritto familiare
storia del diritto comparata
istvan werboczy
storia del diritto europeo

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