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L'ozio del detenuto

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personalità ben integrata l’Io detiene il controllo degli impulsi in modo deciso ma flessibile lasciandosi governare dal principio di realtà. Lo studio di Freud fu influenzato dalle teorie del fisico tedesco Hermann von Helmholtz, il quale sosteneva di poter spiegare i principi fisiologici seguendo gli stessi principi risultati soddisfacenti nell’ambito della fisica. Ciò che colpì positivamente Freud fu il principio di conservazione dell’energia, secondo cui l’energia può essere modificata ma mai distrutta ne creata. Partendo da questo assunto ipotizzò che anche gli esseri umani siano sistemi chiusi di energia. L’energia psichica degli individui sarebbe costituita dalla libido, concetto che riflette la concezione freudiana che pone come primaria la pulsione sessuale. Se un impulso proibito viene represso, la quantità di energia corrispondente cercherà un altro sbocco nel sistema. Reprimere un impulso, quindi, non ne determina l’eliminazione ma genere ansia che può essere ridotta esprimendo l’impulso in forma camuffata. Il camuffamento è necessario per evitare la punizione della società o da parte del Super-io. Freud e la figlia, Anna Freud, hanno individuato diversi meccanismi di difesa, strategie funzionali per prevenire l’ansia, di seguito sintetizzati: • Rimozione: meccanismo di difesa base che esclude dalla consapevolezza conscia gli impulsi o i ricordi dolorosi che evocano vergogna o senso di colpa. La rimozione spesso non è efficace, infatti, gli impulsi rimossi possono riaffiorare nella coscienza. • Razionalizzazione: consiste nell’assegnare motivazioni logiche o socialmente desiderabili alle nostre azioni per farle apparire razionali e il dispiacere viene alleviato. Si pensi alla favola di Esopo in cui la volpe, dopo non essere riuscita a raggiungere l’uva agognata, si giustificò sostenendo di non desiderarla più, perché acerba. • Formazione reattiva: si realizza quando un soggetto per celare una pulsione indesiderabile ne esprime una opposta. Per esempio, una madre che non desidera il proprio figlio e si sente in colpa, può diventare esageratamente protettiva e indulgente rassicurarsi e dimostrare amore al figlio. • Proiezione: quando un soggetto non riesce ad accettare di avere delle qualità indesiderabili, le attribuisce in modo esagerato ad altri. Se uno studente, non riuscendo a superare un esame sosterrà che tutti i suoi colleghi promossi copiano, il suo fallimento apparirà meno grave. Questo meccanismo risulta ben radicato nella nostra cultura e appare simile ad una forma di razionalizzazione. • Intellettualizzazione: si verifica quando un soggetto di distacca emotivamente da una situazione stressante e la tratta con termini astratti. Questa reazione è funzionale per un medico che deve svolgere il suo lavoro con competenza ma, applicata ad un contesto quotidiano può inficiare le esperienze emotive dell’individuo. 8
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L'ozio del detenuto

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Informazioni tesi

  Autore: Selene Eulalia Cabras
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: UKE - Università Kore di Enna
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Nicola Malizia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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Parole chiave

rieducazione
carcere
detenzione
integrazione
rieducazione carceraria
ozio
integrità psicofisica
lavoro in carcere
elementi di personalità
patologie della personalità

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