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La cattedrale di San Giusto a Trieste

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conoscenze sulle preesistenti romanità. Grazie a Pietro Kandler la zona di scavo fu estesa anche all’interno della cattedrale e fuori dal campanile. Sempre a Kandler si deve l’apertura di due fornici sul campanile per vedere il podio con le antiche colonne e parte dell’edificio superstite inglobato nel campanile. Tale intervento permise il ritrovamento di importanti reperti, tra cui fregi, capitelli, frammenti di colonne e una cuspide avente i simboli di Giove, Giunone e Minerva. Proprio quest’ultimo elemento indusse Kandler a pensare che l’antico edificio fosse il pronao tripartito di un tempio capitolino dedicato alle suddette divinità. Inoltre a rafforzare questa convinzione ci fu il ritrovamento di un’altra piramide votiva che si trovava sul tetto della basilica dell’Assunta, ora presso l’Orto Lapidario, e fu rimossa proprio dal Kandler nel 1866. Entrambe le cuspidi rappresentavano lo stesso soggetto che simboleggiava la triade capitolina 7 . A ciò si aggiunge il nome della contrada dietro il campanile. Tale contrada si chiama Caboro, termine che secondo Kandler richiama la parola Capitolium. In più per Kandler era estremamente logico che all’edificio religioso dell’Assunta avente una cuspide, probabilmente fu preceduta da un’altra costruzione religiosa con cuspide. Questa tesi fu accolta da numerosi studiosi tra cui Gino Gartner 8 e Pietro Sticotti 9 . Con le successive campagne di scavo molte di queste ipotesi furono ribaltate. studio dell’avvocato Rossetti. Qui Kandler ebbe la possibilità di collaborare alle pubblicazioni dell’”Archeografo”. Fu mentre lavorava con Rossetti che cominciò a studiare gli Statuti di Trieste. Si occupò degli Statuto delle principali città dell’Istria, Parenzo, Polo e altre. Il suo più importante lavoro sfocia nel monumentale “Codice Diplomatico Istriano”. A Kandler si devono importanti scavi che hanno dato contributi notevoli per capire la nascita e lo sviluppo della cattedrale di San Giusto. Dopo una vita ricca di successi si spense il 18 gennaio 1872 (cfr. Gaetano J. Merlato, 1872). 7 Il soggetto rappresentato nelle cuspidi era un’aquila uncinata. Nella parte destra c’è un pavone che fa la ruota e due corone mentre sulla sinistra c’è uno scudo scutulato con la Gorgone, sotto ci sono degli uccelli e sopra un elmo. 8 Fu un importante architetto Triestino dei primi del Novecento. Fu appassionato conoscitore della storia Triestina e della cattedrale di San Giusto. Tra le sue opere spiccano “Uno studio su la basilica di San Giusto” del 1914 e “La basilica di San Giusto” del 1926. 9 Fu direttore del Civico Museo di Storia ed Arte. Nel 1934 sotto la sua direzione fu eseguita la risistemazione dell’Orto Lapidario Tergestino. 3
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La cattedrale di San Giusto a Trieste

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Informazioni tesi

  Autore: Nunziatina Nudo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Conservazione dei Beni Culturali
  Relatore: Giordana Trovabene
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 188

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