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Basi biologiche e genetiche del disturbo borderline di personalità

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6 vigore oggi per termine, ossia: nevrosi borderline (Clark, 1919), paratassie in certi stati mentali borderline (Moore, 1921) e così via. Ad esempio D. Klein parlava di pazienti “disforici isteroidi”, molto simili in termini fenomenici ai pazienti affetti da disturbo di personalità borderline.I soggetti descritti da Klein erano depressi atipici ai quali veniva sottoposta una terapia a base di inibitori delle monoammino-ossidasi, alla quale i pazienti rispondevano positivamente (Orlandi, Petrucci, Garavini, Bersani, 2002). Questi inibitori sono una classe di sostanze agenti come inibitori dell’enzima che metabolizza serotonina e catecolamine (adrenalina, noradrenalina, melatonina, dopamina), base di molti psicofarmaci. Oltre agli autori appena citati, altri possono essere definiti i precursori del disturbo in questione, avendo fornito contributi fondamentali per l’attuale identificazione del disturbo studiato. Per primo A. Stern che nel 1938 iniziò a delineare le prime caratteristiche del borderline odierno: descriveva questi pazienti come ipersensibili, con tratti narcisistici, estremamente bisognosi di usare svalutazioni e proiezioni (Stern, 1938). In seguito nel 1953 R. P. Knight iniziò a discernere questo disturbo dissociandolo dalla schizofrenia, con una propria entità nosografica e descrittiva (Knight, 1953). Infine, nel 1968 Roy Grinker Sr. et al. diedero un contributo nella diagnosi del disturbo borderline e quindi un aiuto oggettivo nel considerare il disturbo in questione come entità autonoma. I loro criteri diagnostici si basavano quindi su comportamenti osservabili come ad esempio: tendenza alla depressione, ipersensibilità alle critiche, difese primitive (negazione e proiezione), paura e inadeguatezza nei confronti dei rapporti intimi, sospettosità, disturbi dell’identità, bassa autostima (Grinker, Werble, Dyre, 1968). Questi autori appena citati, come è stato già sottolineato, hanno aperto la strada per creare una propria e meritata identità a questo disturbo, infatti nel 1980 Spitzer e il suo gruppo di studiosi, lo inserirono nel DSM-III (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders ed. III), composto da otto criteri diagnostici derivati sostanzialmente da Kernberg e Gunderson. Qui per la prima volta il
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Basi biologiche e genetiche del disturbo borderline di personalità

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Informazioni tesi

  Autore: Kevin Vitolo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2016-17
  Università: Università degli studi della Campania, Luigi Vanvitelli
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e Tecniche Psicologiche
  Relatore: Paolo Chieffi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

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Parole chiave

psicologia
biologia
neuroscienze
disturbo di personalità borderline
trattamenti borderline

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