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Filosofia e Cinematografia

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fratelli Lumiere a distanza di pochi anni dalla comparsa del cinema e precisamente nel 1898 Bolesław Matuszewski, pubblica a Parigi due opuscoli: Une nouvelle source de l'histoire e La photographie animée, in cui si interroga sull’origine di questa nuova forza generatrice che è appunto il cinema, tentando di definire anche i suoi impieghi futuri. Infatti, non di minor importanza Matuszewski, lo ritiene una meravigliosa “fonte storica’’ a pari dignità dei documenti tradizionali. In una delle primissime esposizioni dei momenti salienti del cinema, alla serata di debutto al Café des Capucines, si può leggere: La fotografia cinematografica che compone in una scena migliaia di immagini e che formandosi tra una fonte luminosa e un lenzuolo bianco fa alzarsi e camminare i morti e gli assenti, questo semplice nastro di celluloide impressionato, costituisce non soltanto un documento storico ma una porzione di storia, e della storia che non è svanita, che non ha bisogno di un genio per essere resuscitata . 52 L’ aspetto del cinema che più impressiona i contemporanei è l'autenticità con cui esso riesce a rappresentare la realtà, superiore per alcuni aspetti anche all’osservazione diretta. A tal proposito, molti pensatori sottolineano una parentela con la fotografia, cui il cinema fornirebbe una capacità più forte, di sottrarre all’oblio i soggetti che esso raffigura. La fotografia ha smesso di essere immobile. Ora perpetua l’immagine del movimento. Nessuno mai prima di allora si aspettava che una serie di immagini, e quindi, volendo usare un termine più preciso, la fotografia cinematografica, potesse prendere decisamente “vita’’. Osservare un continuo movimento di immagini, lasciava stupefatti meravigliati gli spettatori, considerando che nel teatro ad esempio, gli attori si ponevano dinnanzi allo spettatore, con l'avvento del cinema invece, gli spettatori si trovano davanti la fonte luminosa proiettata sul lenzuolo bianco, ma riuscivano comunque a percepire sensazioni ed emozioni anche più forti di quelle che potevano suscitare uno spettacolo teatrale. La bellezza di queste invenzioni dunque risiede nella novità, nell'ingegnosità del dispositivo. È anche importante osservare che con queste nuove invenzioni si assegnavano alle immagini prodotte dal cinematografo una sorta di vita eterna, perché mentre con la fotografia il “movimento” non esisteva, con il cinema: «La morte cesserà di essere assoluta» . Questo è emerso da un articolo risalente al 30 Dicembre 1895 su “La Poste”, 53 G. Grazzini, La memoria degli occhi. Boleslaw Matuszewki: un pioniere del cinema, Carocci, Roma 1999, 52 p. 65. G. Grignaffini, Sapere e teorie del cinema, Clueb, Bologna 1989, p.18. 53 31
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Filosofia e Cinematografia

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Informazioni tesi

  Autore: Felisia Forciniti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Anna D'Atri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

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