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Economia digitale e marketplace: le opportunità per il Made in Italy

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- 8 - Le aziende italiane, nella classifica europea del fatturato veicolato attraverso l’e-com- merce, sono posizionate verso gli ultimi posti e distano circa tre punti percentuali dalla media. Necessitano di una apertura maggiore verso i canali della distribuzione digitale e devono superare le carenze della propria organizzazione aziendale, soprattutto nelle competenze informatiche e nel marketing. Solo così potrebbero generare buone crescite di fatturato e aumentare la propria com- petitività rispetto ai concorrenti. La conoscenza delle evoluzioni degli altri mercati e degli aspetti tecnologici che condizio- nano le preferenze di acquisto dei consumatori assume una importanza fondamentale. I consuma- tori utilizzano approcci multicanale e la tecnologia che veicola l’esperienza di acquisto è in conti- nua evoluzione. Poiché gli investimenti per stare al passo con le esigenze tecnologiche ed orga- nizzative sono molto rilevanti, il ricorso ai marketplace costituisce la soluzione più frequente ed immediata per ottenere un allargamento della platea di clienti in ambito mondiale. L’analisi del made in Italy nell’e-commerce viene concentrata sui tre settori caratterizzanti: la moda nell’abbigliamento, l’alimentare e l’arredo. Questi settori riguardano beni di consumo di fascia medio-alta in grado di veicolare valore, perché sono frutto di estetica e di alta artigianalità e sono contraddistinti per design raffinato, qualità dei materiali e particolarità delle lavorazioni. Il settore dell’abbigliamento, grazie alla notorietà dei brand italiani e delle competenze digitali sviluppate da alcune case di moda italiane è responsabile per ben due terzi dell’export del made in Italy. Mercati importanti sono Francia, Germania e Spagna, ma la moda italiana sta ten- dendo lo sguardo anche verso la Cina, area dall’enorme potenziale per le aziende italiane del fa- shion. Nel settore alimentare l’export digitale ha un peso ancora limitato. La domanda via e-com- merce non è ancora sufficiente a trainare le vendite e le esportazioni, soprattutto a causa della elevata complessità dei prodotti e delle difficoltà logistiche collegate alla laboriosità dei processi di acquisto e alla deperibilità dei prodotti. Il ruolo dei grandi player è secondario rispetto alle vendite degli operatori tradizionali, i quali coprono circa il 60% delle vendite digitali di settore. Nemmeno il settore dell’arredamento esprime ancora le sue potenzialità nelle vendite di- gitali. Le modalità di vendita di molti operatori italiani sono ancorate al passato, mentre alcuni operatori stranieri hanno aperto con buoni risultati le loro piattaforme e-commerce. La logistica delle vendite digitali, a causa delle dimensioni dei prodotti, risulta il più rilevante limite, che le aziende stanno cercando di superare realizzando elementi d’arredo pieghevoli o componibili.
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Economia digitale e marketplace: le opportunità per il Made in Italy

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Corradin
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Michela Matarazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

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