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Economia digitale e marketplace: le opportunità per il Made in Italy

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- 9 - Uno degli argomenti centrali della ricerca riguarda l’utilizzo dei marketplace. I big player gestiscono circa l’85% delle vendite digitali del made in Italy. I produttori italiani effettuano digi- talmente circa il 35% delle vendite attraverso la modalità marketplace in senso stretto, che consiste nella vendita diretta agli utenti finali, tramite le grandi piattaforme. Le stesse piattaforme veicolano una ancor più importante parte delle vendite digitali, il 50%, attraverso la modalità retailer, con la quale le piattaforme stesse acquistano e rivendono i prodotti. Da parte dei produttori italiani si riscontrano due posizioni estreme: il rifiuto o l’adegua- mento, ma l’alternativa all’adeguamento spesso è la chiusura dell’attività. La diffidenza dei consumatori e di alcuni produttori verso le attività dei big player trova riscontri e conferme nelle sempre più frequenti misure sanzionatorie comminate da alcune Auto- rity antitrust per abuso di posizione dominante e da vari Stati per elusione o evasione fiscale. La qualità dei beni made in Italy è aumentata a partire dal 2000 con una velocità superiore a quella dei prodotti concorrenti, grazie soprattutto alla spinta delle produzioni tradizionali di pro- dotti in pelle, calzature e abbigliamento e il trend fa ben sperare per il futuro. Le principali direttrici di destinazione del made in Italy vanno verso i paesi dell’area euro geograficamente più vicini e, a seguire, verso gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Cina e la Turchia. La ricerca analizza infine quattro raggruppamenti di Paesi nel mondo, classificati secondo la loro maturità economica e la loro distanza dall’Italia: i paesi maturi vicini, i paesi emergenti vicini, i paesi maturi lontani e i paesi emergenti lontani. Nel primo raggruppamento dei Paesi maturi vicini osserviamo che gli esportatori di made in Italy stanno rafforzando le loro posizioni, in particolare attraverso il comparto della moda. Verso i Paesi vicini emergenti il ruolo più rilevante è espresso sempre dal comparto della moda, che gioca sempre il ruolo più rilevante, ma le cui prospettive manifestano segnali di conso- lidamento più che di crescita. I comparti dei mobili e dell’alimentare sembrano più promettenti. Verso i Paesi lontani maturi in genere i comparti in esame evidenziano segnali di sostan- ziale tenuta. La quota più elevata è rappresentata dal settore Moda. Per questa area vengono evi- denziate le caratteristiche delle esportazioni verso la Corea del Sud, che dimostrano l’importanza delle iniziative di promozione attuate a livello di associazioni imprenditoriali e governative, e le particolarità dell’export verso gli Stati Uniti, dove la penetrazione commerciale richiede impor- tanti investimenti in marketing e comunicazione, oltre che strategie attente ai particolari percorsi decisionali di acquisto da parte degli utenti statunitensi.
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Economia digitale e marketplace: le opportunità per il Made in Italy

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Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Corradin
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università Telematica Guglielmo Marconi
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Michela Matarazzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

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