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Le Politiche del lavoro e il Jobs Act

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8 Tra gli elementi di differenza in primo luogo le politiche monetarie, determinate da shock macroeconomici di diversa natura. Tra la fine degli anni ’90 e il 2008, l’area dell’euro, più di quella statunitense, è stata colpita da shock di offerta. In secondo luogo il modo in cui gli shock si propagano all’economia. L’OCSE a riguardo ci fornisce alcuni dati riferiti al 2008, da cui si evidenziano valori più alti, in area euro, dell’indicatore di regolamentazione dei mercati dei beni e servizi (più 50%), di quello sulla protezione offerta dalla negoziazione collettiva (76% area euro e 14% Stati Uniti) e sulla normativa in materia di tutela del posto di lavoro, dieci volte quello degli Stati Uniti. Il terzo elemento di differenza riguarda i comportamenti delle banche centrali. Il TFUE, Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, stabilisce, all’art. 127, che “L’obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato "SEBC", è il mantenimento della stabilità dei prezzi”. Il Federal Reserve System, la banca centrale negli Stati Uniti, oltre a mantenere la stabilità dei prezzi, deve adottare politiche monetarie tese a raggiungere la piena occupazione e a mantenere tassi di interesse moderati. In linea generale, infine, tanto la spesa pubblica quanto il livello delle prestazioni sociali pubbliche è sistematicamente inferiore negli Stati Uniti rispetto ai paesi dell’area dell’euro, così come è diverso il regime fiscale, così come diverse sono le politiche redistributive e la regolamentazione dei mercati del lavoro. “Peraltro, contrariamente a quanto spesso si crede, la maggiore stabilità dell’area dell’euro non è stata ottenuta a scapito della crescita, che in termini pro capite è stata sostanzialmente uguale a quella degli Stati Uniti negli ultimi dieci anni. Lo stesso vale per la creazione di nuovi posti di lavoro, che sono stati 17 milioni dall’introduzione dell’euro. Non è corretto affermare, quindi, come invece si fa spesso, che la stabilizzazione dell’inflazione in Europa ha danneggiato la crescita economica.[…] Nel complesso, la politica di bilancio, analogamente alla politica monetaria, risulta meno attivista in Europa e più basata su regole rispetto a quella degli Stati Uniti, dove la discrezionalità è maggiore” 19 . In effetti, nei primi anni del Duemila, il processo di allargamento dell’Unione Europea porta a 27 i Paesi aderenti, con l’ingresso di Stati membri dell’Est europeo, con un forte impatto non solo demografico, ma anche economico e sociale, inducendo la necessità 19 BINI SMAGHI L., Lezione c/o Collegio Carlo Alberto, Moncalieri, 7 novembre 2008, “Le politiche economiche sulle due sponde dell’Atlantico: (perché) sono diverse?” – sito https://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2008/html/sp081107.it.html
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Le Politiche del lavoro e il Jobs Act

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Perini
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Luca Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

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Parole chiave

lavoro
disoccupazione
occupazione
ammortizzatori sociali
politiche attive
centri per l'impiego
flexsecurity
jobs act

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