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Il suicidio nella Polizia Penitenziaria: una ricerca empirica

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53 Ad esempio, Manconi e Boraschi(2006) nel loro studio sul suicidio e lautolesionismo in carcere, concentrandosi maggiormente proprio sui fattori esogeni, cioè quel gruppo di elementi implicati nel suicidio che vanno al di là dei fattori endogeni, ovvero la storia del soggetto e le condizioni psico-fisiche, hanno notato che laffollamento dellistituto è un fattore strettamente correlato al tasso di suicidi. Infatti, dalla loro analisi emerge che, se nelle carceri non affollate ci si uccide 15 volte in più rispetto a quanto si faccia fuori, in quelle sovraffollate il tasso è di 18 volte superiore rispetto lesterno. Sicuramente non si può pensare che ci sia una causalità lineare (causa-effetto) tra affollamento e suicidio, ma i dati che emergono impongono la necessità di ricercare delle spiegazioni a partire dalle politiche penitenziarie del paese. Infatti, il sovraffollamento è la manifestazione evidente di gravi carenze organizzative e strutturali che creano disagio e sofferenza a tutti i protagonisti della vita in istituto. La scelta degli autori di utilizzare una prospettiva ambientale per comprendere il fenomeno suicidario e autolesionistico in prigione deriva dai risultati ottenuti attraverso alcuni studi condotti in Inghilterra e in Nord America che prendevano in esame lambiente carcerario e le pratiche penitenziarie per studiare le morti autoinflitte. Utilizzando tale prospettiva, in entrambi i rapporti sui suicidi nelle carceri italiane (Manconi, 2002; Manconi & Boraschi, 2006), si riscontrano in linea generale dei risultati coerenti con quelli della letteratura internazionale in tre punti principali, ovvero: 1. Le prime settimane di detenzione sono quelle ritenute più a rischio per la commissione di suicidio perché il detenuto che entra per la prima volta in carcere è esposto al trauma da ingresso; 2. I detenuti più giovani sono quelli più a rischio suicidario perché non avendo dimestichezza con lo stile di vita detentivo, le regole e le gerarchie presenti non conoscono il codice di comportamento da seguire per tenersi al riparo dai traumi della vita reclusa(Baccaro & Morelli, 2009); 3. Nella maggior parte dei casi a togliersi la vita sono i soggetti che non hanno ancora ricevuto una condanna definitiva.
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Il suicidio nella Polizia Penitenziaria: una ricerca empirica

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Informazioni tesi

  Autore: Martina Lentini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia Criminologica e Forense
  Relatore: Claudio Sarzotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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Parole chiave

carcere
suicidio
polizia penitenziaria
burnout
intervista qualitativa
forze dell'ordine
contesto penitenziario

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