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Una questione etica: la rete tra potenzialità virtuali e pericoli reali

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4 “estensioni” del corpo, dal momento che i dispositivi di ultima generazione sono parte integrante di noi e senza di essi risulta impossibile vivere. Il senso di questo elaborato, volendo riassumere semplicisticamente il tutto, è racchiuso nella massima “non tutti i mali vengono per nuocere” e nella duplice accezione del lemma rete: se da un lato Internet ha rappresentato una svolta non indifferente per lo stile di vita della popolazione mondiale, dispensando una miriade di potenzialità e collegando individui fisicamente molto distanti tra loro, dall’altro non ha mancato di riservare amare sorprese e drammatiche conseguenze per quanti vi si sono approcciati con estrema leggerezza o bonaria ingenuità. La rete che lega, unisce e “tesse” nuove relazioni non ha perso tempo a sdoppiarsi e a mostrarci il volto e la spietatezza del proprio alter ego, in casi estremi comparabile ad un pericoloso criminale, inducendoci a non poter fare a meno di vederla come una trappola, le cui maglie tendono a stringersi sempre più inesorabilmente attorno alla vita degli internauti, soffocandone creatività, oggettività, autonomia di giudizio, relazioni interpersonali e sane abitudini. Si pensi, ad esempio, alla psicosi generatasi in Italia nel 2017 a seguito del Blue Whale Challenge, la sfida della morte avviata nel 2016 in Russia da uno studente universitario iscritto alla facoltà di Psicologia e che ha coinvolto centinaia di adolescenti, diffondendosi sino ad approdare nel nostro Paese. Questo fenomeno sarà analizzato più dettagliatamente nel secondo capitolo, dedicato alla rivoluzione operata dei social network sulla psiche e sulle dinamiche relazionali degli individui. Ma che si tratti di una fake news - come da alcuni sostenuto a posteriori - o meno, in quel periodo era a dir poco palpabile lo stato di allerta vigente all'interno delle istituzioni sociali come le famiglie e le scuole. A lanciare l'allarme fu Telefono Azzurro, divulgando attraverso gli organi d'informazione una sorta di decalogo per sfuggire al serial killer virtuale, composto da una decina di punti: i dieci comandamenti della sopravvivenza in rete 1 . Già nel 1964 il semiologo Umberto Eco, nel suo celeberrimo saggio Apocalittici e integrati, cercava di evidenziare i principali pro e contro degli allora mezzi di comunicazione di massa, evitando di fornirne una visione totalmente pessimista, tipica degli apocalittici, o una ingenuamente ottimista, propria invece degli integrati. Superato il dibattito su radio, televisione e carta stampata ed avviato quello relativo ad Internet, analogamente al semiologo alessandrino, oggi ognuno di noi sembra chiamato a ritrovare il giusto equilibrio tra i benefici e i danni prodotti dal Web, sempre animati dalla consapevolezza che “in medio virtus stat”, ovvero “la virtù sta nel mezzo” e mai da una sola parte. Parrebbe estremamente semplicistico ed immaturo, da parte nostra, tentare di scrollarci di dosso le responsabilità inerenti gli effetti collaterali 1 Blue Whale Challenge, i consigli di Telefono Azzurro per arginare autolesionismo e suicidi tra adolescenti, 2017, (consultato il 26.10.2018) https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/blue-whale-challenge-i-consigli-di-telefono- azzurro-per-arginare-autolesionismo-e-suicidi-tra-adolescenti_3072502-201702a.shtml.
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Una questione etica: la rete tra potenzialità virtuali e pericoli reali

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Informazioni tesi

  Autore: Cesare Zampa
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Michele Indellicato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 124

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