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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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essendo una città corpo gagliardo e di grande resistenza bisogna bene che la violenza sia estraordinaria ed impetosissima, ad atterrarla sono adunque gli errori di chi governa quasi sempre causa delle ruine della città>>. Eppure, si continua a martoriare il territorio ed è come se non importasse alla Istituzioni ed agli stesso abitanti e costruttori, spesso collusi con la malavita e pronti a gestire appalti milionari senza avere il benché minimo rispetto per le norme giuridiche. Molte in tutto il Meridione sono le opere iniziate e mai finite, opere servite per avere denari pubblici ed usate come scambio di voti o come lavatrice in cui pulire i soldi della criminalità e pur non essendo argomento di questo lavoro è bene sottolinearlo, in quanto il degrado e l'arretratezza del Sud e della Calabria dipendono anche da ciò. E pensare che gli strumenti per mettere a sicuro la Calabria e far sì che un terremoto possa non creare danni di grave entità ci vengono offerti dallo Stato ma anche da quell'Europa "cattiva", dal quale qualcuno vorrebbe liberarci. Ovvio che però tali soldi andrebbero utilizzati secondo le loro finalità e non per sponsorizzare feste, sagre e concerti come spesso emerge a seguito di inchieste. Purtroppo, che l'intera Nazione sia incapace di fare prevenzione è un dato di fatto ma una terra che ha subito violenti terremoti e contato migliaia di vittime come può mettersi i paraocchi e disinteressarsene della sicurezza pur di salvaguardare gli interessi di alcune "lobby"? Come può remare contro ad un noto ricercatore del CNR assuntosi l'onere di guidare la Protezione Civile regionale e che in meno di due anni ha fatto emergere tutte le criticità ed il marciume presenti in questo fondamentale settore, sbattendo in faccia a tutti una dura e cruda realtà, ossia che la Protezione Civile calabrese non sarebbe stata in grado di gestire neanche un nubifragio, figurarsi un terremoto? Una risposta a queste domande probabilmente sarà difficile trovarla anche alla fine di questo percorso ma non si può non esprimere sdegno verso tali fatti e di fronte a tali evidenze, una Regione normale di un Paese normale si schiererebbe a fianco di questo encomiabile Funzionario ma la Calabria no, preferisce affidarsi agli scongiuri ed ai santi, come vedremo successe anche nel 1783. Non resta quindi che iniziare questo viaggio nel tempo, andando ad analizzare cosa successe in quei mesi d'inverno del 1783 in Calabria e come reagirono la Monarchia borbonica, le genti ed i molti studiosi, dai primi giorni della tragedia sino agli anni successivi, per cercare di mitigare gli effetti di questo terribile accadimento. 4
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Il terremoto in Calabria del 1783. Dalla Catastrofe alla ricostruzione

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Elia
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Giuseppe Gangemi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

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