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Elaborazione e interazione in programmazione logica e ad oggetti

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Parte Prima: Differenze tra OOP e LP LP e OOP 6 fatti + regole di inferenza → informazioni derivate E’ senz’altro la caratteristica più interessante ed usata della LP. Risulta del tutto naturale scrivere delle relazioni tra termini, i quali rappresentano le entità del discorso, e cioè dei fatti che risultano sempre veri. Possiamo poi scrivere delle “relazioni tra relazioni”, nel senso che una è vera se lo sono delle altre, usando la logica del primo ordine. Con un numero di istruzioni (fatti e regole) finito possiamo rappresentare una quantità di conoscenza illimitata. Inoltre tali informazioni possono non essere a priori a conoscenza di chi scrive la il programma, il quale si limita solamente a descrivere il dominio del problema con fatti e regole, ed ad usando solo in un secondo momento la capacità inferenziale della LP, per derivare informazioni di cui prima non era a conoscenza. Questa caratteristica è il motivo del successo della LP in intelligenza artificiale. 1.1.1.3. Motore di ricerca su alberi già implementato con possibilità di backtracking La risoluzione di un goal è per sua natura una ricerca su un albero. In tale ricerca, ad ogni bivio, si tengono memorizzati i punti di scelta in modo da potere tornare indietro se il ramo preso si dovesse rivelare fallimentare. Quindi non vengono mai fatti commitment, ma tutte le alternative vengono sempre lasciate aperte, questo permette non solo di tornare indietro se si arriva ad un fallimento ma anche di trovare tutte le soluzioni se ve ne sono più di una. La ricerca su alberi è un problema ricorrente, soprattutto in intelligenza artificiale, avendo questa caratteristica gratis incorporata nel motore inferenziale LP, è ovvio che problemi di questo tipo sono facilmente specificabili usando tale modello. 1.1.1.4. Unificazione L’unificazione è il meccanismo che sta alla base della LP e che permette la dichiaratività e l’invertibilità dei programmi ed il backtracking. Permette di usare una semantica diversa per le variabili di quella dell’assegnamento a cui siamo abituati. Permette di scrivere funzioni e predicati parzialmente specificati, nel senso che una stessa funzione (predicato) con variabili può rappresentare una serie di funzioni ground. Quale di questo insieme verrà deciso solo durante la risoluzione. Ad esempio la funzione f(X,a) è un modo per indicare tutta un insieme di funzioni ground come le seguenti f(a,a) f(b,a) f(g(a),a) … Il secondo uso delle variabili è quello di passaggio dei parametri (si pensi all’interpretazione procedurale). 1.1.2. Caratteristiche secondarie della LP Per caratteristiche secondarie intendiamo quelle che sono anche del modello funzionale ma non di quello imperativo. Tutte le caratteristiche esposte sono date in senso negativo, come mancanze, ma lo sono rispetto ai linguaggi imperativi, quindi non vanno visti come difetti, almeno per il momento, ma come differenze. Infatti una mancanza può risultare utile perché semplifica certi usi. Discuteremo in seguito quali di esse sono realmente delle limitazioni. Ricordiamo che comunque la LP è computazionalmente completa, è cioè equivalente alla TM. Vedremo però che in molti casi le TM sono insufficienti. Discutiamo queste caratteristiche una ad una. 1.1.2.1. Mancanza di tipi La mancanza di tipi non è una limitazione concettuale ma pratica. In realtà, in nessun linguaggio realmente utilizzabile possiamo fare a meno dei tipi, ma quello che si intende per tipi in LP è ben diverso da quello che si intende in OOP. In LP possiamo indicare gli interi con: 0, s(0), s(s(0)), … una lista con: [primo, secondo, terzo, quarto] un albero con [radice, SINISTRA, DESTRA] il tipo “persona” con persona(X). e così via. Però il significato di tali termini viene dato da chi legge, per il motore inferenziale sono simboli (termini) qualunque. La differenza è chiara se si pensa all’uguaglianza: f(a)=f(a). yes f(a)=f(b). no X=f(a). yes, X/f(a)
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Elaborazione e interazione in programmazione logica e ad oggetti

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Informazioni tesi

  Autore: Tiziano Moretti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria Informatica
  Relatore: Antonio Natali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 233

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Parole chiave

elaborazione
interazione
programmazione ad oggetti
programmazione logica

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