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Rielaborazione ed interpretazione di dati sismici crostali del Margine Campano Tirrenico

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6 INTRODUZIONE Il tema della presente Tesi è la rielaborazione e l’interpretazione di dati sismici del progetto CROP-MARE registrati nell’area del margine Campano Tirrenico. Obiettivo del lavoro è la ricostruzione delle condizioni crostali attraverso la definizione dei principali lineamenti tettonici, sismo-stratigrafici ed evolutivi. L’area investigata è localizzata nella zona di cerniera tra il segmento Campano- Lucano dell’Appennino Meridionale ed il dominio del Bacino Tirrenico. La Catena orogenica Sud Appennino-Arco Calabro-Sicilia è il risultato della convergenza tra il margine meridionale Europeo ed il margine settentrionale Africano. Quest’ultimo è rappresentato dal promontorio Adriatico il quale, a partire dal Triassico-Giurassico, è diventato una microplacca isolata dalla sua madre-placca Africana (Finetti, 1982, 1984; Finetti e Del Ben, 1986). Il processo è iniziato nel Giurassico e si è sviluppato con il drifting e l’apertura del Bacino Ionico. A tale fase distensiva si è associata la migrazione verso nord della placca Apula e la subduzione, sotto quest’ultima, dell’Oceano Ligure, costituente il braccio occidentale della Neo- Tetide. Nel Cretacico la collisione continentale tra Eurasia ed Adria ha prodotto un’intensa deformazione che ha dato il via alla costruzione degli Orogeni Austro- Alpino e Dinarico. L’assetto strutturale preesistente ha costituito uno degli elementi principali che ha determinato e guidato la successiva deformazione tettonica terziaria (Carbone e Lentini, 1990; Lentini et alii, 1994; Finetti et alii, 1996). Quest’ultima è stata prevalentemente il prodotto di tettonica compressiva: le coltri Austro-Alpine hanno continuato a sovrascorrere sul margine meridionale Europeo e, contemporaneamente, hanno avuto inizio i thrusts della Catena Appenninica con vergenza verso la placca Apula. L’Orogene Appenninico è quindi composto da diverse unità vergenti verso est e sovrapposte l’una all’altra (Lentini et alii, 1990; Lentini et alii, 1994; Finetti et alii, 1996): - Unità Calabre, lembi della Catena Alpina con vergenza Europea successivamente coinvolte nell’orogenesi Appenninica a vergenza Africana (Cello et alii, 1996), affioranti nella Catena Kabilo-Calabride; - Unità Liguri, sequenza sedimentaria dell’antico Oceano Ligure ed ora ampiamente deformata in Appennino Settentrionale e Meridionale ed in Calabria (Knott, 1994); - Unità Appenniniche (o Interne o Panormidi), rappresentate da una sequenza carbonatica scollata dal proprio basamento ed ora affiorante in Appennino Meridionale ed in Sicilia; - Unità Lagonegresi-Ioniche, ossia sequenze di bacino profondo il cui basamento (oceanico o a crosta continentale assottigliata) è stato subdotto durante la migrazione dell’arco verso est (Finetti et alii, 1996); a queste sono attribuite anche le formazioni di bacino profondo presenti in Sicilia e note in letteratura come Imeresi; - Unità Apule, rappresentanti l’avampaese fino al Tortoniano e successivamente coinvolte nel sistema orogenico con imbricazioni generalmente sepolte in Appennino Meridionale e spesso affioranti in Sicilia. Un’ampia parte della placca Apula non è attualmente interessata da tali deformazioni, ma costituisce
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Rielaborazione ed interpretazione di dati sismici crostali del Margine Campano Tirrenico

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Informazioni tesi

  Autore: Ivano Gregori
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Geologiche
  Relatore: I.R.Finetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 288

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Parole chiave

dati sismi
dati sismici
linee sismiche
sismica
sismica marina
sismo stratigrafia

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