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La questione irlandese sui quotidiani inglesi degli ultimi vent'anni

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15 1.4 Il fattore religioso La religione ebbe sempre un'importanza fondamentale nella lotta fra Irlandesi e invasori. Dopo l'invasione di Enrico II, i conquistatori inglesi si arrogarono (evidentemente con l'approvazione papale) il virtuale monopolio di tutte le alte cariche religiose in Irlanda, dalle quali gli Irlandesi si trovarono quasi totalmente esclusi. Nel XVI secolo la conquista inglese dell'Irlanda era già per metà compiuta e la nuova frattura religiosa che si aprì fra Inglesi ed Irlandesi, quando i primi si staccarono da Roma e i secondi le rimasero fedeli, spinse più che mai gli Inglesi a trattare gli Irlandesi come "indigeni" che vivevano beyond the Pale (al di là della giurisdizione inglese). Nel XVII secolo gli Inglesi colonizzarono l'Irlanda cattolica con immigrati protestanti, i quali ebbero fortuna soprattutto nell'Ulster grazie al fatto che molti di loro erano Scozzesi e, pertanto, appartenevano alla stessa etnìa della popolazione locale. Di conseguenza, prima e dopo la Riforma, gli Irlandesi dovettero subire la tirannia ecclesiastica inglese. Così l'effetto della Riforma inglese sulla Chiesa irlandese fu semplicemente quello di rafforzare sempre di più lo status ecclesiastico: un'ingiustizia che fu riparata solo nel XIX secolo con l'azione congiunta di due atti del parlamento del Regno Unito sottoscritti a Westminster: il Catholic Emancipation Act del 1829 e il Disestablishment And Disendowment Act della Chiesa episcopale d'Irlanda, nel 1869. Nel 1852 l'Ulster Journal of Archaeology in un articolo riguardante le caratteristiche della popolazione delle contee di Down e di Antrim, indicò i protestanti come gente di razza anglosassone, portata al risparmio, adatta per i lavori duri e con un grande senso di rispetto per la legge e l'ordine. I cattolici, invece, erano dichiarati di origine gaelica, portati all'ospitalità, passionali, amanti della poesia. In realtà, a partire dal XVII secolo, gli immigrati inglesi e scozzesi nell'Ulster andarono sempre più amalgamandosi con la gente del luogo, fino ad assimilarne anche gli usi e i costumi. Alla fine del XIX secolo la fusione aveva raggiunto livelli tali che sarebbe sbagliato concludere che la grande maggioranza dei cattolici dell'Ulster è di origine gaelica, mentre i protestanti discendono in larga misura dal ceppo inglese. Certamente, il fattore religioso si è aggiunto agli altri elementi di disordine ed è stato spesso usato come mezzo di oppressione. I cattolici sono a lungo stati discriminati, anche perché l'Ulster è stato per molto tempo popolato da una maggioranza protestante. Ma il censimento del 1991 ha dimostrato che, attualmente, nell'Irlanda del Nord ci sono tanti protestanti quanti sono i cattolici. L'opera del Concilio Vaticano II, conclusosi nel dicembre 1965, intesa a realizzare l'unione di tutta la cristianità, ha creato una nuova atmosfera che può contribuire ad una distensione religiosa in Irlanda, mostrando un atteggiamento
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La questione irlandese sui quotidiani inglesi degli ultimi vent'anni

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Cipollone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Annalisa Carlotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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