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La questione irlandese sui quotidiani inglesi degli ultimi vent'anni

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9 un gruppo di Irlandesi, allora noti col nome di Scots, insediatesi in tempi remoti in quella regione della Gran Bretagna che da loro prese il nome di Scozia. Risultato di questa ribellione fu la liberazione totale dell'Ulster dai colonizzatori inglesi. I capi locali ripresero il comando e i clan si riappropriarono delle loro terre, ma in tutta l'isola regnava il disordine più assoluto. Nel frattempo gli antichi conquistatori anglo-normanni si erano andati sempre più assimilando alla popolazione locale e alla loro cultura e si assisteva all'arrivo di nuovi immigrati inglesi che qui pensavano di trovare un terreno favorevole ai propri affari. L'ultimo tentativo inglese di imporre il proprio dominio sull'Irlanda prima dell'avvento dei Tudor fu quello operato da Riccardo II, il quale, però, non riuscì a sottomettere il capo Art Og Mac Murrogh e fu deposto una volta tornato in Inghilterra dove morì nel 1399. Nel XVI secolo i Tudor conquistarono l'isola stabilendovi la Chiesa protestante, ma la maggior parte degli Irlandesi rimase cattolica. In particolare, l'Ulster si alleò con la Spagna contro l'Inghilterra. Nel 1603 la regina Elisabetta sconfisse definitivamente la resistenza irlandese. Agli inizi del XVII secolo coloni inglesi e scozzesi furono inviati nell'Ulster con lo scopo di portarvi la loro cultura. Col passare degli anni il numero dei cattolici nell'Ulster andò diminuendo e in questo senso la colonizzazione si può considerare un successo anglo-scozzese. Da queste vicende ebbe origine l'attuale territorio delle "sei contee" dell'Irlanda del Nord. Si sviluppò una classe dirigente profondamente estranea all'Irlanda, legata solo alla proprietà della terra irlandese confiscata, che trovava nella religione un utile strumento di dominio politico. Ma i colonizzatori non si accorsero che una nuova generazione di Irlandesi era ormai cresciuta, con forze intatte e spirito rinnovato. Approfittando dei problemi che il re inglese Carlo I doveva affrontare in Inghilterra dove l'opposizione puritana causò una guerra civile, gli Irlandesi insorsero ripetutamente. Nel 1649, quando Carlo I fu decapitato in seguito alla vittoria dei nemici della monarchia, si verificò una buona occasione per l'Irlanda. Cromwell, lo spietato capo del parlamento che aveva sconfitto Carlo I, si accorse di questo pericolo e il 14 agosto 1649 sbarcò a Dublino con un fornito esercito. Nel 1652 tutta l'Irlanda fu ridotta sotto il dominio inglese. Nell'agosto di quello stesso anno il parlamento inglese votò il Cromwellian Act of Settlement, in seguito al quale l'Irlanda fu considerata come una parte assai redditizia della proprietà fondiaria inglese. Le guerre di Elisabetta avevano quasi completamente distrutto il complesso della cultura e della civiltà gaeliche dell'Irlanda. Il Settlement di Cromwell distrusse le poche tracce che ancora ne rimanevano. Fece dell'Irlanda una colonia inglese in modo ancor più radicale di quanto avessero fatto le precedenti colonizzazioni. Ma l'effetto più persistente della conquista inglese fu l'odio irriducibile che essa seminò nei cuori
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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Cipollone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Annalisa Carlotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

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