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Le società di gestione del risparmio

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9 1.2. I FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO MOBILIARI CHIUSI La legge n. 344 del 14/08/1993, ha introdotto in Italia i fondi comuni di investimento mobiliare chiusi, ricalcando la normativa relativa ai fondi comuni di investimento aperti 27 . Il legislatore non ha fornito una definizione di fondo chiuso, ma ne ha disciplinato l’istituzione, la partecipazione e la gestione, regolamentando dettagliatamente la costituzione e l’attività delle società di gestione che intendono istituire fondi chiusi. Pertanto, sembra opportuno cercare di fornire una definizione di fondo comune mobiliare chiuso. Il fondo comune di investimento di tipo chiuso può essere visto come un fondo gestito da una società per azioni all’uopo autorizzata dal Ministro del Tesoro, caratterizzata da un rischio relativamente elevato, con un importo fisso di sottoscrizioni, raggiunto il quale le stesse si chiudono, riguardante investimenti ben definiti di cui è dichiarata fin dall’inizio dell’attività la dimensione e la qualità. Nei fondi chiusi il sottoscrittore non ha diritto al rimborso delle quote in qualsiasi momento, come accade invece nei fondi aperti. I fondi comuni chiusi hanno una scadenza prefissata al termine della quale il fondo è liquidato ed il controvalore monetario della liquidazione è ripartito pro quota fra i sottoscrittori 28 . Spetta al Ministro del Tesoro, sentita la Banca d’Italia, autorizzare le società per azioni aventi per oggetto esclusivo la gestione di fondi comuni d’investimento collettivo in valori mobiliari, a istituire uno o più fondi comuni di investimento mobiliare di tipo chiuso 29 . Il Ministro del Tesoro è tenuto a determinare, entro quattro mesi dall’entrata in vigore della legge sui fondi comuni chiusi le modalità di presentazione dell’istanza, gli elementi documentali ed informativi a corredo della stessa e ogni altra modalità procedurale. La domanda, rivolta al Ministro del Tesoro, si intende accolta qualora l’autorizzazione non venga negata con provvedimento da comunicare alla società interessata entro 2 mesi dalla presentazione della stessa. Tale termine può essere interrotto, per non più di una volta, qualora il Ministro richieda informazioni complementari alla società. Dalla data in cui dette informazioni sono ricevute decorre un nuovo termine di un mese. Trascorsi 2 anni dal rilascio dell’autorizzazione all’istituzione del fondo senza che la società vi abbia provveduto, l’autorizzazione decade automaticamente. L’autorizzazione deve essere rilasciata con riferimento specifico alla gestione di fondi chiusi ed a seguito del suo ottenimento la società di gestione istituisce il fondo, con delibera ordinaria che contestualmente ne approva il 27 Si vedano A. MORANO e A. CIRILLO, La nascita dei fondi comuni di investimento mobiliare denominati chiusi, in Società, 10/1993, pp. 1305 ss.; A. GALANTE, Prime note sui fondi comuni d’investimento chiusi, in Società, 11/1993, pp. 1445 ss.; F. CHIAPPETTA, Fondi comuni chiusi. Legge n. 344 del 1993 e relative disposizioni attuative. Una analisi sistematica, in Riv. società, 1997, pp. 996 ss. 28 Si vedano A. MORANO e A. CIRILLO, op. cit., p. 1305; A. GALANTE, op. cit., pp. 1447 ss.
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Le società di gestione del risparmio

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Informazioni tesi

  Autore: Matteo Morlacchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Sacchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 237

FAQ

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Parole chiave

fondi di investimento
gestione di risparmio
immobiliari
intermediari finanziari
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società di gestione

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