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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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15 profonde la presenza di squali, pesci spada, tonni, sgombri, balenottere e tartarughe marine. Passiamo ad analizzare ambiente e paesaggio dei principali siti calabresi, come il Massiccio del Pollino, il Massiccio del Pellegrino, la Catena costiera, l’altopiano della Sila, la Catena delle Serre, il Massiccio dell’Aspromonte, i litorali e le zone umide. Imponente e incantato, il Pollino è la prima meraviglia naturale che si incontra arrivando in Calabria da nord. Il versante calabrese presenta numerose grotte, ripari, inghiottitoi, tra i quali ricordiamo le grotte di Serra del Gufo, le grotte di S. Angelo, le grotte di S. Paolo e del Ramo del Fiume. È anche possibile in certe zone verificare la testimonianza di vecchi ghiacciai. La dorsale meridionale del Pollino, colma di pini loricati, si estende intorno ai comuni di Morano e Castrovillari, che stanno nella conca del fiume Coscile. Diversi sono i monti e le valli che caratterizzano questa dorsale, tra cui il Monte Moschereto, il Monte Manfriana, lo stesso Monte Pollino (2248); ma il territorio è costituito anche da tratti pianeggianti e da altipiani, come il Piano Gaudolino, o il Piano Ruggio. I “piani” di Pollino costituiscono il fulcro del Massiccio e presentano varie serre, come la Serra delle Ciavole e la Serra Crispo, interrotte in vari punti da torrenti che scendono a valle, soprattutto nel versante lucano. Il versante orientale invece è dominato principalmente dal torrente Raganello, che scende verso la gola del Barile. Caratteristica è anche la sconnessione orografica di Falconara, ma pittoresche e singolari per morfologia e territorio sono anche le timpe di S. Lorenzo, le timpe di S.Anna, la valle del Raganello. Altri ambienti del Massiccio del Pollino sono costituiti da fitti boschi, dove si incontrano le varietà più rare di alberi. Nonostante il patrimonio forestale sia stato intaccato da ingenti disboscamenti, presenta ancora zone non intaccate dall’uomo, in cui la natura ha fatto il suo corso e i suoi mutamenti, popolando la zona di pini neri, abeti bianchi, lecci e faggi, che rendono affascinanti ed unici questi paesaggi, tra l’altro abitati da lupi, cinghiali, caprioli, martore, aquile reali, corvi imperiali e altri rapaci. Il Monte Pollino rappresenta, con i suoi 2248 metri, la punta più elevata della dorsale meridionale, ma il primato spetta alla Serra Dolcedorme (m.2266), caratterizzata comunque da poche sorgenti d’acqua, dove sono frequenti escursioni. Altri percorsi caratteristici all’interno del Massiccio sono quelli fino al Monte Pollino, tra la Valle Piana e Celsa bianca, tra le sorgenti del Vascello e la Serra delle Ciavole, nella gola del Barile, nella timpa di S. Lorenzo e nella valle del Raganello. Percorsi caratterizzati da strettoie, zone scoscese, laghetti, ruscelli, inaccessibili spesso a mezzi di trasporto. I sentieri rocciosi, i pochi fabbricati, i ripidi pendii fanno del Massiccio un enorme gigante difficile da affrontare ma incantevole nella sua imponenza. Di caratteristiche quasi simili al Massiccio del Pollino è il Massiccio del Pellegrino, o Monti di Orsomarso, che ha come vetta più alta il Monte Pellegrino, alto 1987 metri. Il Massiccio è separato da quello del Pollino dal Piano di Campotenese e dall’alta valle del Coscile che scende fino alla Piana di Sibari. La conformazione geologica del Massiccio è l’ultima di questo tipo presente negli Appennini, rappresentata da formazioni calcaree, mentre le zone litoranee sono più argillose.
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Per un modello di sviluppo della Calabria fondato sull'ecoturismo

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Longo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Discipline Economiche e Sociali
  Relatore: Matteo Marini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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