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Procreazione e scelta responsabile

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17 titolo 36 . V’è poi chi considera madre prevalente quella genetica 37 e assegna quella sorta di “prelazione all’adozione” alla gestante. Interessante, infine, la posizione di Santosuosso 38 che pone le “qualità” tutte sul medesimo piano, sul presupposto della loro difficile comparazione, e ne ricava un metodo di scelta empirico basato sulla convergenza su una donna di più titoli (nel caso di parità tra le tre propone il riferimento ad altri parametri ed indica, ad esempio, l’assunzione della paternità da parte del marito di una). 39 A monte di questa problematica v’è, poi, quella che riguarda la liceità stessa dei contratti di surrogazione di maternità. Mentre la giurisprudenza è, come anticipato, orientata negativamente 40 , la dottrina sostiene due diverse tesi. Da una parte c’è chi ritiene tali accordi leciti e ammissibili 41 (non riscontrando, per i figli così nati, differenze con quelli adottati), ritenendoli quindi meritevoli di tutela, ex 1322, 2° comma c.c. (dato il fine 36 C.M. Bianca, Stato delle persone, in Procreazione artificiale e interventi nella genetica umana, cit., 112, sostiene “lasciare decidere il tribunale dei minori se consentire alla madre genetica di adottare il figlio (…) rappresenterebbe una deviazione rispetto ai principi dell’ordinamento, perché questo muove in un’altra prospettiva, e cioè quella di privilegiare il legame di sangue salvo che ciò comporti pregiudizio per il minore. La soluzione del conflitto madre genetica – madre uterina nel senso della prevalenza della seconda non può comunque far dimenticare la realtà della partecipazione della prima alla procreazione del figlio e non può quindi parificarla ai terzi estranei aspiranti genitori”. In questo senso anche T. Auletta, Fecondazione artificiale: problemi e prospettive, cit., 56 ss, per il quale “l’intensità del rapporto che si costituisce fra la donna ed il bambino, nel periodo della gestazione, durante il quale quest’ultimo riceve un rilevante apporto dalla madre, fa propendere per la soluzione più favorevole alla gestante”, in riferimento poi all’ipotesi di gestazione eterologa aveva già sostenuto che “se quest’ultima [la madre di sangue, che qui è genetica e portatrice] però non intende provvedere al bambino, la madre sociale può adottarlo in quanto figlio naturale del marito (non anche del partner) ai sensi dell’art. 44 lett. b) della legge sull’adozione”. 37 P. Vercellone, La filiazione legittima, naturale, adottiva e la procreazione artificiale, in tratt. Vassalli, UTET, 1987, 326 ss, sostiene che “solo apparentemente la legge italiana ritiene sufficiente il fatto di aver partorito per l’attribuzione della maternità. La ulteriore circostanza che il bambino partorito provenga da un embrione alla cui creazione abbia contribuito l’ovocita della donna che partorisce non è stata mai richiesta espressamente solo perché era impensabile una situazione diversa. Sì che il principio che sta alla base della disciplina attuale della maternità va letto non riduttivamente ma nel suo senso vero, rendendo esplicito ciò che primo appariva implicito: è madre colei che partorisce il frutto della fecondazione di un suo ovulo”. Da ciò l’A. ricava che nel caso di cessione d’ovulo sarà certamente madre colei che partorisce, mentre nel caso di affitto d’utero con materiale genetico della madre sociale sarà madre quest’ultima: “seguendo il principio della volontarietà e dunque della maternità responsabile, parrebbe logica, per questa situazione, la soluzione che attribuisce la maternità alla madre genetica cui soltanto, oltre che un contributo fisico, uno dei due necessari, è attribuibile la volontà di fare un figlio per sé”. Conformemente G. Baldini, Volontà e procreazione: ricognizione delle principali questioni in tema di surrogazione di maternità, in Dir. fam. e pers., 1998, II, 763 ss. 38 F Santosuosso, Riproduzione artificiale e diritto, in Iustitia, 1985, 355. 39 Per una ricognizione completa si rimanda a G.Balbini, Volontà e procreazione: ricognizione delle principali questioni in tema di surrogazione di maternità, in Dir. fam. e pers., 1998, II, 754. 40 Vedi Trib. Monza 27 ottobre 1989, in Dir. fam. e pers., 1990, 173; ora anche Trib Roma 17 febbraio 2000. 41 A. Lojacono, Inseminazione artificiale, in Enc. dir. XXI, Milano, 1971, 756 ss.
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Procreazione e scelta responsabile

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Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Angelelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Patrizia Venturini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 206

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Parole chiave

aborto
bioetica
biotecnologie
diagnosi prenatale
procreazione
sterilizzazione
fecondazione artificiale

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