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Le nuove determinanti dell'organizzazione aziendale: il modello Knowledge Management

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14 Nell’inglese antico si usa il verbo gecnawan per indicare lo stato di sapiente, che con il tempo diventa cnawan, e quindi know 15 . L’evoluzione linguistica conduce al termine knowledge solo intorno al 1200. In questo periodo, infatti, si aggiunge a cnawan la desinenza leacan, la quale introduce il concetto di “azione” e “processo” al verbo sapere. Quindi, come già nel latino cognosco (“comincio ad accorgermi”), c’è un richiamo all’aspetto costruttivo e dinamico della conoscenza. Questa non esiste, infatti, a priori, ma è il risultato di un processo creativo ed intellettuale. Inoltre, la conoscenza è possibile coglierla solo nella dinamicità delle attività umane, essendo la fonte dei comportamenti e delle attitudini al fare delle risorse umane. A partire dal 1200, al termine knowledge, si affianca anche il significato di “confessione”: la conoscenza, nella sua immaterialità, si esternalizza solo se si ammette di possederla. Essa è, quindi, un sapere distintivo di un individuo o un gruppo, destinato a rimanere riservato, ed in qualche caso “segreto” 16 . Da questo periodo in poi, la conoscenza diventa una fonte di potere e di prestigio, che gli individui utilizzano per governare e controllare la comunità in cui sono inseriti. Infatti, alla radice gn-/gen- risalirebbe anche il termine attuale “gloria”, che in origine descrive la situazione onorevole di “colui che può vantarsi di sapere”. Da queste considerazioni emerge in modo chiaro, la dimensione “sociale” della conoscenza. Ciò significa che l’apprendimento di sapere nuovo può avvenire attraverso l’interazione tra gli individui attraverso, cioè, la condivisione delle proprie capacità ed esperienze. L’individuo che ascolta è anche colui che apprende. Questo concetto è presente chiaramente nel verbo latino gnarare (che ha la stessa radice indoeuropea di conoscere) che indica il “perpetuare” e “trasmettere” un sapere distintivo attraverso il racconto e la narrazione. 15 Da cnawan deriva anche l’ausiliare can (sapere, potere). 16 Cfr F. D’Egidio, Intuito e conoscenza. Le nuove frontiere del Management, Franco Angeli, Milano, 1997.
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Le nuove determinanti dell'organizzazione aziendale: il modello Knowledge Management

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Informazioni tesi

  Autore: Giacomo Mei
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Ancona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Gianmario Raggetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 222

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