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Il concetto di parlamentarismo nella teoria dello Stato kelseniana: la difesa della democrazia negli scritti politici 1920-1933

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69 moltiplicarsi dei piccoli partiti. Il partito di maggioranza relativa, ossia la S.P.D., per timore della concorrenza comunista non rinunciava alla tematica della lotta di classe. Nell’estate del 1927 si tenne a Berlino nella ‘Deutsche Hochschule für Politik’ un seminario sui problemi della democrazia al quale parteciparono diversi docenti, e dal dibattito emerse soltanto il senso negativo del concetto di democrazia: la ‘democrazia’ era troppo legata al ‘liberalismo borghese’ e non possedeva una teoria organica dello Stato, secondo l’interpretazione di Carl Schmitt. 43 Sempre secondo quest’autore tedesco l’ordinamento statuale della Costituzione di Weimar era definibile non solo pluralista, vale a dire come un’associazione politica in concorrenza paritaria con altre associazioni, quanto addirittura in senso marxista, come il prodotto della autorganizzazione della società, e delle forze in questa attive, determinate soprattutto economicamente, che hanno conquistato tutte le posizioni politiche e statali di rilievo, e, da sole, esercitano l’influsso decisivo sulla volontà statale. 44 Carl Schmitt ha caratterizzato un tale quadro, dominato solamente da apparati di potere sociali, come un’espressione dello ‘Stato totale’, rappresentante la chiave di volta di un processo che conduce “dallo ‘Stato assoluto’ del 17° e 18° secolo, passando per lo ‘Stato neutrale’ del 19° secolo, allo ‘Stato totale’, quello dell’identità di Stato e società”. 45 Nelle elezioni del 1928 si affermò la ‘Nationalsozialistische Deutsche Arbeitpartei’ (N.S.D.A.P.), che ottenne il 2,6% dei voti; due anni dopo, nelle elezioni del 1930 balzava al 18,3% dei voti. Questo partito si presentava come partito socialista, ma a carattere nazionale; rifiutava il sistema parlamentare, ma attraverso la ‘democrazia parlamentare’ intendeva divenire il partito dominante; i metodi di azione di questo partito parevano giustificati dalla confusa situazione politica. 46 Il 30 marzo 1930 il presidente della ‘repubblica socialdemocratica’ insediò il governo del cancelliere Heinrich Brüning senza consultare i partiti e senza preoccuparsi della maggioranza parlamentare; secondo Karl Dietrich Bracher era la crisi più vistosa della ‘democrazia’, in quanto veniva a mancare quell’impegno di collaborazione dei partiti che è fondamentale nel regime ‘democratico rappresentativo’. 47 La socialdemocrazia tedesca si reggeva ormai solo sulle decisioni del presidente della Repubblica, legittimato dalla 42 Cfr. S. Mastellone, op.cit., p. 356 43 Op.cit., p.357 44 Cfr. G. Leibholz, La dissoluzione della democrazia liberale in Germania e la forma di stato autoritaria, F. Lanchester, a cura di, Giuffrè, Milano, 1996, p. 57 45 Cfr. C. Schmitt, Hüter der Verfassung, Dunker & Humblot, Berlin, 1931, p. 79 46 Ibid. 47 V. K.D. Bracher, La dittatura tedesca. Origini, strutture, conseguenze del nazionalsocialismo , il Mulino, Bologna, 1973
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Informazioni tesi

Autore: Blu Abraxas Marziale
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2000-01
Università: Università degli Studi di Siena
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: SergioAmato
Lingua: Italiano
Num. pagine: 161

FAQ

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