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Il concetto di parlamentarismo nella teoria dello Stato kelseniana: la difesa della democrazia negli scritti politici 1920-1933

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68 socialdemocratico ebbe la confusa coscienza di dover svolgere una funzione dominante, e sperò di divenire ‘partito di stato’, ma da un canto guardò troppo agli equilibri interni, e dall’altro formulò critiche al sistema governativo come un partito d’opposizione. L’ordinamento costituzionale di Weimar era stato immaginato come un sistema democratico guidato da un ‘partito dominante’, il quale avrebbe esercitato, per un periodo limitato, una dittatura costituzionale. Invece il ‘partito socialdemocratico tedesco’ non riuscì ad imporsi come partito dominante nelle coalizioni governative, né seppe svolgere il ruolo di guida del paese uscito dalla guerra. 37 I risentimenti nazionali erano vivissimi, le forze militari speravano di riprendere prestigio, i conservatori rimpiangevano il passato regime: in tale situazione, non essendo efficiente il governo, divennero più attivi i movimenti antidemocratici. La scelta drammatica era quella tra ‘democrazia’ o ‘dittatura’. 38 Max Adler ripresentò il problema dell’alternativa Politische oder soziale Demokratie 39 ; ormai all’orizzonte c’era il pericolo del ‘Faszismus’, ed il proletariato non poteva accontentarsi di una formale ‘democrazia parlamentare’; Adler sapeva bene che d’intorno s’alzava il coro: <<Weg mit dem Parlamentarismus!>> e che alla ‘democrazia’ si preferiva la ‘Führerschaft’; proprio per questo bisognava puntare sulla democrazia sociale per risolvere ‘das problem der Majorität’. 40 Ma la ‘democrazia parlamentare’ non assurse in Germania al ruolo di ideologia dominante: i difensori di questa forma di governo erano considerati da alcuni traditori del ‘proletariato’, per altri della ‘nazione tedesca’. 41 La sinistra trovò gli elementi della polemica antiborghese in Korsch e Bloch, in Lukàcs e Brecht, ed ebbe voce attraverso l’Institut für Sozialforschung di Francoforte, fondato nel 1923. La destra derise i ‘piccoli borghesi’ di Weimar, inneggiò allo stato forte, e auspicò una cultura veramente tedesca contro il ‘Kulturbolscewismus’; Spengler sembrava rispondere alle esigenze della Germania sconfitta che rifiutava la mediocrità del vivere quotidiano, in nome della rivoluzione nazionale; Carl Schmitt forniva le armi giuridiche per criticare l’ordinamento parlamentare di Weimar e le debolezze della repubblica democratica. 42 Alle elezioni del 1924 per il Reichstag la ‘coalizione democratica’ scese dal 76% al 49,5%, le tendenze autoritarie salirono al 36%, mentre il partito comunista raggiungeva il 10%; la disaffezione nei confronti del parlamentarismo si determinò indipendentemente dall’agitazione nazista, e fu in parte la conseguenza del 37 V. G. Rusconi, La crisi di Weimar, Einaudi, Torino, 1977 38 Cfr. S. Mastellone, op.cit., p. 355 39 V. M. Adler, Politische oder soziale Demokratie, Berlin, 1926 40 V. O. Bauer, Bolschewismus oder Sozialdemokratie, Wien, 1920 41 V. W. Laqueur, La repubblica di Weimar, Rizzoli, Milano, 1979
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Il concetto di parlamentarismo nella teoria dello Stato kelseniana: la difesa della democrazia negli scritti politici 1920-1933

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Informazioni tesi

  Autore: Blu Abraxas Marziale
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Sergio Amato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

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