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La BCE (Banca Centrale Europea)

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commercio interno, l’abolizione degli ostacoli alla libera circolazione dei fattori produttivi e l’adozione di una tariffa esterna comune. Oltre alla creazione di un mercato unico, il Trattato prevedeva nell’art.3, formazioni di politiche comuni verso quei settori come l’agricoltura e trasporti, e creazioni di istituzioni tese a migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, oltre che una garanzia di sviluppo verso quelle aree maggiormente depresse dell’Unione. Agli esordi della Comunità, il Consiglio fu sorprendentemente rapido nel provvedere: esso adottò una prima direttiva nel 1960 e una seconda nel 1962, graduando la libertà di circolazione dei capitali in base alla diversa natura dei flussi. La dottrina che ispirò questi primi passi sulla via della liberalizzazione è chiara. La sua illustrazione più completa può essere letta nel ben noto rapporto sulla formazione di un mercato europeo dei capitali, redatto nel 1966 da un gruppo di esperti presieduto dal Professor Claudio Segré. Questo studio, che è meritatamente diventato un classico della letteratura comunitaria, sosteneva che un mercato dei capitali di portata europea sarebbe divenuto sempre più necessario non solo per assicurare un miglior funzionamento dello sviluppo, ma anche per promuovere l’attuazione delle politiche comunitarie in altre aree. In particolare, un mercato europeo dei capitali era considerato un presupposto necessario per un’unione economica monetaria nella Comunità, in quanto avrebbe contribuito al buon funzionamento di un sistema monetario internazionale basato sui tassi di cambio fissi e su una totale libertà delle transazioni valutarie. Queste idee, speranze e realizzazioni iniziali, erano implicitamente fondate sull’esistenza di un regime di cambio fissi. Tale regime, previsto dagli accordi di Bretton Woods, dopo la fine della seconda guerra mondiale, era a tal punto considerato una componente naturale del mercato comune che nessuno si preoccupò di farne esplicita menzione nel Trattato. Ciò è importante, in quanto l’assunto di cambi fissi è stato una causa potenziale delle originarie incongruenze nella concezione globale delle politiche di stabilizzazione della Cee. (Cfr. Padoa-
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Informazioni tesi

  Autore: Maurizio Di Biagio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Diritto delle organizzazioni mondiali
  Relatore: Maurizio Di Biagio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 240

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