Atto amministrativo: motivazione e prova. L'autotutela nel diritto tributario

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4 1. Il problema. Con l’espressione motivazione dell’atto amministrativo si vuole far riferimento a “quella parte dell’esternazione del provvedimento in cui si enunciano i motivi” che ne hanno indotto l’emanazione, le ragioni che sono alla base dell’emanazione dell’atto 1 . L’obbligo della motivazione per gli atti e i provvedimenti amministrativi non è costituzionalizzato; non esiste cioè una norma della CI che preveda espressamente un obbligo generale di motivazione. In realtà, vi sono norme costituzionali specifiche che impongono l’obbligo per taluni atti senza effettuare alcuna disciplina per la generalità degli altri casi 2 . 1 M. S. GIANNINI, Diritto, 1993, 260. 2 Così, ad esempio, in base all’art. 17, c. 3, CI le autorità possono vietare le riunioni in pubblico “solo per comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica”, in base all’art. 125, c. 1, CI il controllo di merito sugli atti amministrativi regionali può essere esercitato “al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale” ed infine in base all’art. 130, c. 2, CI il controllo di merito può essere esercitato “nella forma di richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione”.

Anteprima della Tesi di Aldo Battista

Anteprima della tesi: Atto amministrativo: motivazione e prova. L'autotutela nel diritto tributario, Pagina 1

Tesi di Master

Autore: Aldo Battista Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

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