Il mercato del cinema italiano

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Capitolo I – La filiera produttiva Il mercato del cinema italiano 5 In tal modo il film poteva rimanere in programmazione anche un anno, generando la quasi totalità dei suoi ricavi nella sala cinematografica. Con l’avvento della televisione pubblica, la trasmissione di film divenne una prassi consolidata. Il film costituì anzi un genere di palinsesto pregiato, poiché fin da subito venne destinato alla fascia del prime time, ottenendo un gradimento immediato. Intorno alla metà degli anni ’70, le televisioni commerciali fecero anzi della programmazione di cinema la loro arma di battaglia per acquisire posizioni di mercato, approfittando di un vuoto legislativo che consentiva ampi margini di manovra. La situazione della filiera si modificò in questo modo: 1.3 - Dalla metà degli anni ‘50 agli anni ‘80 Nel settore dell’elettronica di consumo, intanto, alcune industrie giapponesi elaborarono degli standard di registrazione videomagnetica destinati, per i costi contenuti dell’apparecchiatura necessaria, ad inaugurare un nuovo canale di fruizione a livello consumer. Nel 1975 la Sony introdusse sul mercato i primi videoregistratori Betamax, mentre nel 1977 la JVC inventò il VHS (Video Home System) che, come è noto, diventò lo standard predominante nel mercato dell’Home video. Sebbene la tecnologia fosse già nota, il settore dell’Home video (sia nella forma del noleggio che della vendita delle videocassette), almeno in Italia, fece sentire la sua presenza solo alla fine degli anni ’80, quando vi fu un parco di videoregistratori sufficientemente elevato. Esercente Produttore Televisione (pubblica e commerciale) Distributore

Anteprima della Tesi di Raffaele Napoli

Anteprima della tesi: Il mercato del cinema italiano, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Raffaele Napoli Contatta »

Composta da 224 pagine.

 

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