Nuovi spazi dello scrivere. Analisi delle risorse Internet italiane dedicate alla letteratura

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I. LA BIBLIOTECA DIGITALE I siti delle biblioteche italiane 15 Possiamo dividere tale insieme di servizi nei seguenti gruppi, accogliendo la ripartizione proposta nel manuale Internet 2000 4 : • siti che offrono servizi di informazione al pubblico relativi a singole biblioteche; • servizi di consultazione online dei cataloghi informatici di singole biblioteche o di gruppi di biblioteche (OPAC); • servizi di distribuzione di documenti (document delivery); • servizi di biblioteca digitale. Il primo tipo di servizi è costituito da pagine Web approntate da singole biblioteche che offrono al pubblico informazioni a vario livello sulla biblioteca stessa, sulla sua collocazione, sui regolamenti e gli orari di accesso, sulla qualità e consistenza delle collezioni. Un elenco abbastanza esauriente delle biblioteche italiane si può reperire nell’Anagrafe delle biblioteche italiane, presso il sito del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). La maggior parte dei siti bibliotecari permettono oggi la consultazione online del catalogo; i cataloghi delle biblioteche, trasferiti in banche dati digitali, consultabili in linea e pubblicamente accessibili sono chiamati OPAC, cioè Online Public Access Catalogue, che significa, appunto, catalogo in linea ad accesso pubblico. Un OPAC è costituito essenzialmente da un database, dotato di un proprio motore di ricerca, e da una interfaccia di accesso ai dati in esso archiviati. Un database, da un punto di vista logico, è composto da record e campi: i record contengono la descrizione di un documento che fa parte della collezione bibliotecaria; i campi sono aree prefissate in cui sono suddivisi i record e organizzano le informazioni archiviate. Per effettuare una ricerca in un OPAC, basta inserire le parole-chiave negli appositi spazi dell’interfaccia associata al database. In generale, tutti gli OPAC permettono di usare come chiavi l’autore, il titolo e il soggetto di un documento; alcuni forniscono anche altri filtri di ricerca, quali data e luogo di pubblicazione, editore, codice ISBN (International Standard Bibliographic Number). I primi OPAC sono stati sviluppati e immessi in Rete agli inizi degli anni Ottanta e sono stati sviluppati con interfacce utente basate su schermate a carattere, poiché gli unici strumenti disponibili per l’accesso interattivo erano i sistemi telnet, cioè sistemi di emulazione di terminale, che consentivano di collegarsi a un calcolatore remoto come se il proprio personal computer fosse un terminale di quel calcolatore. Con lo sviluppo del Web, gli OPAC hanno potuto realizzare delle interfacce utente in ambiente grafico. Questo ha significato lo sviluppo di appositi programmi di collegamento tra il database catalografico e il server Web. In questo campo, un ruolo preminente è stato assunto dal protocollo Z39.50, che è stato sviluppato appositamente per il recupero e il trasferimento dei dati in formato bibliografico tra elaboratori connessi in Rete. Attualmente, quasi tutti gli OPAC si sono spostati in ambiente Web e i più recenti sono nati direttamente con questa tecnologia, ma, in alcuni casi, i vecchi sistemi di accesso via telnet sono stati mantenuti e affiancano gli strumenti di ricerca basati sul Web. Per esempio, sul sito del Servizio Bibliotecario Nazionale è possibile interrogare i cataloghi scegliendo tra le due modalità di ricerca. Oltre agli OPAC, che possono essere singoli o collettivi (cioè formati dai cataloghi di un gruppo di biblioteche accomunate fra loro), esistono anche i metaOPAC, 4 Marco Calvo-Fabio Ciotti-Gino Roncaglia-Marco Zela, Internet 2000. Manuale per l’uso della rete, Laterza, Bari, 1999.

Anteprima della Tesi di Veronica Micozzi

Anteprima della tesi: Nuovi spazi dello scrivere. Analisi delle risorse Internet italiane dedicate alla letteratura, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Veronica Micozzi Contatta »

Composta da 276 pagine.

 

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