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Leopardi e lo sport

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Cap. II - Lo sport al tempo di Leopardi- Leopardi e lo sport 10 dell’ottocento, che sotto l’influsso delle scienze mediche e delle idee pedagogiche dell’illuminismo, in Europa si era diffusa una nuova forma di cultura che assegnava al corpo il ruolo di protagonista – al pari di spirito ed intelletto- del destino umano. Lo stesso Leopardi nello Zibaldone scriveva :”Gli esercizi con cui gli antichi si procacciavano il vigore del corpo non erano solamente utili alla guerra, o ad eccitare l’amor della gloria, ec., ma contribuivano, anzi erano necessari a mantenere il vigor dell’animo, il coraggio, le illusioni, l’entusiasmo che non saranno mai in un corpo debole(…), in somma quelle cose che cagionano la grandezza e l’eroismo delle nazioni”[G. Leopardi, Lo Zibaldone, 7 giugno 1820] . D'altronde, l’idea di una ‘educabilità’ del corpo, non più visto come mera macchina sempre uguale a se stessa ma integrante con l’anima , non era nuova. L’antichità greca e romana ci ha lasciato una enorme e insospettata documentazione circa le gesta e le imprese sportive di dei ed eroi. Il grande Omero, nell’Odissea canto VI, così descrive il primo goal mancato della storia:”Nausicaa in man tolse la palla, e ad una / delle compagne la scagliò: la palla / desviossi dal segno cui voleva, /e nel profondo vortice cadè” (Odissea; traduz. Pindemonte, libroVI,vv.169 e sgg , Sansoni, Firenze, 1932). Man mano che la Grecia cresceva, la polis ossia la città-stato consolidava le proprie strutture e l’attività sportiva si rivelava sempre maggiormente l’istituzione più gradita dai Greci perché ne esaltava lo spiccato senso dell’autonomia e soprattutto lo spiccato individualismo. Si giunse pertanto a un re di nome Ifido, discendente da Oxilio, signore dell’Elide, il quale per ricordare la vittoria contro i pisati nella battaglia per la conquista di Olimpia, organizzò nel 776 a. C. i Giochi che iniziarono la loro lunga storia che sarebbe durata per undici secoli. . Si trattava di grandi feste atletiche svolte in onore degli dei che radunavano la gioventù non solo greca. Questi giochi persero il loro carattere per così dire “festoso ed educativo” con la conquista della Grecia da parte dei Romani , per diventare eccitante spettacolo, affidato a rude gente di mestiere. A Roma i giochi interessarono sia la politica sia l’ambizione di qualche arricchito. La prima complicò i meccanismi con la sua organizzazione
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Leopardi e lo sport

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Informazioni tesi

Autore: Addolorata Riso
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2000-01
Università: Università degli Studi di Urbino
Facoltà: Scienze Motorie
Corso: Scienze Motorie
Relatore: GigliolaGori
Lingua: Italiano
Num. pagine: 94

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