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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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16 ministero delle Partecipazioni) portarono all’allontanamento di Baldacci, che aveva replicato “mettendo in luce i panni sporchi degli avversari più pericolosi” 41 . Gli fu consentito, comunque, di nominare Italo Pietra, socialista ed ex partigiano, come suo successore. Al quotidiano arrivarono Enzo Forcella, Giorgio Bocca, Pietro Citati e Alberto Arbasino, insieme con una folta schiera di scrittori (Gadda, Pasolini, Calvino, Bertolucci) e collaboratori “che Il Corriere non invita perché innovatori” 42 . Il Giorno si mosse dalle 150.000 verso le 200.000 copie. Nel 1962, dopo l’intesa tra cattolici e socialisti, Mattei decise di pubblicare un’edizione romana, più per intenti politici (sostenere la Dc) che editoriali. Lo prova, secondo Murialdi, la scelta del giornalista Ettore Della Giovanna, firma del Tempo e noto per le sue posizioni moderate, come responsabile della nuova edizione. Da allora in poi (Mattei morì il 27 ottobre 1962) Il Giorno seguì la stessa sorte del centro-sinistra e del suo progressivo logoramento. Le vicende de Il Giorno sono paradigmatiche: rappresentano tutte le contraddizioni di una stampa che vuole “incontrare” la società cavalcando una fase di cambiamento ma che, allo stesso tempo, ne è impedita dai freni e dai condizionamenti della politica. Con i suoi passivi, il quotidiano di Mattei simboleggia anche l’asservimento dell’impresa editoriale ad altri fini: il risultato economico non conta, perché gli obiettivi da raggiungere sono altri. Sorrentino cita in proposito la dichiarazione di un ex dirigente dell’editoriale La Stampa: “Se gli Agnelli avessero gestito la Fiat come si gestiva in quegli anni La Stampa, ora non esisterebbero più” 43 . In questa situazione, è ovvio che l’effervescenza del “miracolo economico” e la crescita dei tassi di alfabetizzazione (nel 1962 fu approvato l’obbligo scolastico a 14 anni) non ebbero alcuna ripercussione sulle vendite dei quotidiani. Lo confermano i dati forniti da Murialdi: Al 1° gennaio 1960 circolano solo 104 copie ogni mille abitanti, con grossi squilibri fra il Mezzogiorno e le altre regioni. Soltanto quattro quotidiani superano le 200.000 copie di tiratura e tredici le 100.000. Il 56,8% della tiratura globale è controllato da grandi imprese private e dalle loro organizzazioni. I bilanci sono ancora un segreto, ma la fragilità dell’editoria di quotidiani è evidente. 44 Stupisce che, a distanza di oltre 40 anni, le condizioni siano rimaste sostanzialmente identiche, fatta eccezione per i dati di tiratura. Anche l’ordinamento della professione giornalistica, così come lo conosciamo oggi, risale a quegli anni. I quotidiani scelsero la strada degli investimenti e dell’aumento delle foliazioni per superare il tetto dei 5 milioni di copie e questo presunto boom fornì a tecnici e giornalisti l’occasione per avanzare le loro rivendicazioni. I primi ottennero l’aumento del 18% sulla paga base, i secondi del 20%, insieme con la riduzione dell’orario di lavoro a 36 ore settimanali. Ma la conquista più densa di conseguenze per il futuro fu l’approvazione della legge 69/1963, che sancì l’istituzione dell’Ordine dei giornalisti. Un passo che ancora oggi divide gli esperti tra quanti criticano la funzione dell’Ordine, ritenendolo un organismo corporativo teso a perpetrare i privilegi di una categoria ritenuta troppo protetta, e quanti, invece, lo difendono, pur auspicando una seria riforma 41 P. Murialdi, La stampa italiana dalla liberazione alla crisi di fine secolo, cit., pag. 151. 42 P. Murialdi, La stampa italiana dalla liberazione alla crisi di fine secolo, cit., pag. 152. 43 C. Sorrentino, I percorsi della notizia , cit., pag. 70. 44 P. Murialdi, La stampa italiana dalla liberazione alla crisi di fine secolo, cit., pag. 155.
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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Perrone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Morcellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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