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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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7 Capitolo 1 LA CRISI DELLA STAMPA ITALIANA 1.1 La dimensione della crisi Sono idee, eppure si comprano e si vendono come normali prodotti commerciali 1 . Sono di carta, eppure possono colpire e ferire come coltelli 2 . Sono nati come espressione di libertà, eppure possono non essere liberi. Sono cresciuti nel 1700, il Secolo dei Lumi, eppure sono stati i primi a sbarcare sul nuovo pianeta di Internet. I quotidiani sono questo e altro. La stampa italiana, in particolare, possiede tutti i tratti tipici del giornale classico e tradizionale, è cresciuta negli ultimi tre secoli, ha seguito le linee di sviluppo che il mezzo ha percorso in tutti i Paesi civilizzati. Ma le sue vicende riflettono esattamente le peculiarità italiane: l’estrema politicizzazione, la frammentazione, la scarsa acculturazione della popolazione fino agli anni ‘60 (che ha reso i quotidiani un prodotto d’élite), un certo provincialismo ancora evidente nella stampa locale, la storica commistione tra fatti e opinioni, tanto differente dal “modello anglosassone”. Fattori di lunga durata 3 della stampa italiana, caratteristiche nate negli anni dell’Unità d’Italia (quando il giornalismo moderno ha mosso i primi passi) e rintracciabili anche nel modello informativo contemporaneo. Nel nuovo millennio i quotidiani italiani sembrano a un punto di svolta, incalzati dall’incessante nascita di iniziative sulla Rete, stremati dalla rincorsa dei ritmi della televisione e della radio, incapaci di soddisfare i bisogni comunicativi elementari, incerti tra le funzioni di servizio e l’approfondimento, condizionati dai palinsesti della televisione al punto di non riuscire più a proporre una originale “agenda” di temi e argomenti da sottoporre all’attenzione dei lettori. Di qui la necessità di intraprendere un processo di mediamorfosi 4 : un’esigenza di cambiamento che è insieme causa e conseguenza della situazione di crisi in cui versa la carta stampata. Causa, perché la trasformazione richiesta dall’acquisizione di una dimensione multimediale implica sia l’aumento dei costi a carico del sistema produttivo e organizzativo a monte sia una ridefinizione dell’identità del prodotto “giornale” e della professione giornalistica. Conseguenza, perché la contaminazione esasperata tra mezzi-canali (televisione, carta stampata, radio e Internet) delinea quella che Mosconi definisce “un’epoca di crescente intramedia competition” 5 , caratterizzata dalla competizione sullo stesso terreno dei diversi media, tanto nella vendita al pubblico delle informazioni quanto nell’offerta agli inserzionisti di spazi pubblicitari. La diffusione dell’informazione sulla Rete, infatti, non minaccia soltanto la carta stampata e, allo stesso tempo, non ne è l’unica concorrente. Il processo che sta trasformando il sistema dei media si snoda lungo due direzioni: una orizzontale, che riguarda l’offerta, per cui su Internet tutti gli attori del palcoscenico delle 1 Cfr. G. Montresor, Il marketing impossibile, Gutenberg 2000, Torino, 1994. 2 Cfr. V. Roidi, Coltelli di carta, Newton Compton, Roma, 1992. 3 Cfr. C. Sorrentino, I percorsi della notizia, Baskerville, Bologna, 1995. 4 Cfr. R. Fidler, Mediamorfosi, Guerini e Associati, Milano, 1997. 5 F. Mosconi, Economia dei quotidiani, Il Mulino, Bologna, 1998, pag. 181.
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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Perrone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Morcellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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