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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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9 sottolinea Negroponte, il mezzo è al massimo una materializzazione del messaggio, perché, “partendo dagli stessi dati è possibile ottenere automaticamente diverse materializzazioni di un messaggio” 11 . In questo scenario i quotidiani non possono e non devono sottrarsi alla mediamorfosi 12 , il processo per cui ogni nuova forma mediale non elimina le precedenti, ma stimola fenomeni di adattamento e trasformazione nonché la nascita di codici innovativi. Abbracciando una visione sistemica, Marinelli afferma: […] Le varie forme di comunicazione mediale tendono a coesistere e a evolvere, reagendo, attraverso la strategia della differenziazione interna, alle trasformazioni di un ambiente complesso e in continua, imprevedibile, espansione. 13 L’autore delinea chiaramente la strada che la carta stampata è obbligata a percorrere: La mission per i formati a stampa – ma il destino della televisione, da questo punto di vista, non appare né certo né migliore – sembra dunque assegnata: per sopravvivere dovranno trasformarsi, dovranno accettare di includere nei loro formati altre forme mediali, dovranno sperimentare modalità comunicative ibride e canali diversi per intercettare pubblici differenti. 14 Dal quadro che è stato tracciato emerge con forza il carattere ambiguo e complesso della crisi della carta stampata alla fine degli anni ‘90. Proprio dalla sua complessità deriva anche la scarsa percezione del fenomeno che caratterizza molti operatori: […] Sempre pronti a enfatizzare e drammatizzare qualunque segno o indizio di cambiamento nella società circostante, gli operatori della comunicazione vivono la propria condizione di disagio ridimensionandola, banalizzandola o più spesso rimuovendola. Una crisi, dunque, che non si percepisce come crisi. 15 Eppure non si può chiamare altrimenti una fase di così lunga stagnazione del numero di copie vendute, soprattutto se confrontata con il progressivo incremento dell’alfabetizzazione della popolazione; di così larga disaffezione dei più giovani verso il quotidiano, segno di un futuro poco roseo; di così schiacciante inferiorità della lettura come modalità di consumo culturale in Italia rispetto allo scenario europeo e internazionale. Ma vivere la crisi come chance è possibile 16 : solo l’analisi ragionata dei problemi contemporanei dell’informazione scritta, infatti, permette di enucleare le aree critiche 11 N. Negroponte, Essere digitali, Sperling&Kupfer, Milano, 1995, pag. 69. 12 Cfr. R. Fidler, op. cit.. 13 A. Marinelli, “I media a stampa e le tecnologie digitali: cronaca di una morte annunciata (e mai avvenuta)”, in M. Morcellini e G. Roberti (a cura di), Multigiornalismi, Guerini e associati, Milano 2001, pag. 43. 14 A. Marinelli, “I media a stampa e le tecnologie digitali: cronaca di una morte annunciata (e mai avvenuta)”, cit., pag. 53. 15 M. Morcellini, “Il difficile racconto del mutamento: la crisi di relazione tra giornalismo e società italiana”, in M. Morcellini e G. Roberti (a cura di), Multigiornalismi, Guerini e Associati, Milano, 2001, pag. 27. 16 Cfr. M. Morcellini, “Il difficile racconto del mutamento: la crisi di relazione tra giornalismo e società italiana”, cit., pag. 27.
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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Perrone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Morcellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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