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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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10 sulle quali intervenire e quelle “potenziali” sulle quali insistere per trasformarle in condizioni di sviluppo. 1.2 Crisi di oggi e crisi di ieri Non si può comprendere la peculiarità del modello informativo italiano senza ripercorrere brevemente lo sviluppo della stampa quotidiana nel nostro Paese. Solo l’esame ragionato del passato rende infatti possibile l’individuazione di linee guida percorribili nel futuro. Carlo Sorrentino fissa la nascita dei quotidiani italiani intorno agli anni ’60 e ’80 del XIX secolo. E’ evidente il legame con l’Unità d’Italia, che è quindi il fenomeno all’origine del giornalismo moderno nel nostro Paese. Di qui le tre caratteristiche del modello informativo nostrano: “La centralità della politica, il giornalismo letterario, le caratteristiche editoriali e diffusionali su base regionale” 17 . Il primato della politica si manterrà nel tempo, declinandosi diversamente a seconda delle esigenze del momento, ma assicurerà una costante contiguità del lavoro giornalistico con quello politico. 18 Il mercato editoriale era assolutamente immaturo: nel 1861 il 74,7% della popolazione era analfabeta e, su 25 milioni di cittadini, le copie vendute non raggiungevano le 500.000 19 . Difficilmente la diffusione riusciva a superare l’ambito provinciale o regionale ed era raro trovare vere e proprie strutture redazionali. Questo tipo di stampa è l’espressione di un Paese in cui sono deboli le forme di partecipazione e molto limitati i diritti politici. Negli altri Stati europei l’affermazione di una solida stampa indipendente è stata strettamente correlata al consolidamento della borghesia, dei valori politici e culturali di cui questa classe è portatrice. In Italia, invece, “il terzo stato” ha sempre avuto difficoltà ad affermarsi e a superare le rivalità regionali, eredità pesante del lungo periodo di divisione nazionale. Il processo di unificazione del Paese rimase appannaggio delle autorità e la modernizzazione fu guidata dall’alto. “Gli italiani – scrive Sorrentino – mantengono una sostanziale estraneità al processo unitario” 20 . Nel 1901 gli analfabeti erano il 48,7% della popolazione, nel 1911 il 37,9%. Il tasso di alfabetizzazione cresceva in modo fortissimo nel Settentrione, di pari passo con l’industrializzazione e l’urbanizzazione. Per la prima volta si può parlare di imprese editoriali e di ammodernamento tecnico: l’introduzione delle linotypes migliorò la qualità di stampa e abbattè i tempi di produzione; la foliazione aumentò e ben presto le testate principali pubblicarono otto pagine; l’inviato speciale diventò una figura centrale e “mitica”. La gestione non più artigianale delle imprese necessitava di investimenti cospicui. L’effetto fu un razionamento delle testate minori e un processo di concentrazione editoriale. 17 C. Sorrentino, I percorsi della notizia, Baskerville, Bologna, 1995, pag. 27. 18 C. Sorrentino, I percorsi della notizia , cit., pag. 29. 19 Cfr. V. Castronovo, “Stampa e classe politica nella nuova Italia”, in Problemi dell’informazione, n. 1, 1976. 20 C. Sorrentino, I percorsi della notizia, cit., pag. 33.
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Manuale di sopravvivenza quotidiana. Giornali in Italia tra successo e insuccesso

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Perrone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Mario Morcellini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 122

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