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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della direttiva 97/81/Ce nell'ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna

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Il lavoro a tempo parziale: recepimento della Direttiva 97/81/CE nell’ordinamento giuridico italiano e della Gran Bretagna 14 sione dal campo di applicazione i lavoratori part-time che in riferimento all’orario e/o alla retribuzione non superino determinati limiti, l’esclusione può riguardare uno dei qualsiasi dei sistemi di tutela sociale, salvo nei casi di prestazioni dovute per infortuni sul lavoro o per malattie professionali, oppure salvo si tratti di misure di protezione della maternità, al comma successivo viene però specificato che tali “limiti dovranno essere sufficientemente bassi in modo da non escludere una percentuale eccessiva- mente elevata di lavoratori a tempo parziale” (art. 8 comma 2 Convenzione OIL 178/94). La convenzione fa riferimento all’adozione di misure atte a facilitare l'accesso a un lavoro a tempo parziale frutto di una libera scelta del lavoratore e che risponda alle necessità di datori di lavoro e dipendenti; è fatto, perciò, invito agli stati aderenti di vagliare le leggi e le regolamentazioni che potrebbero impedire o scoraggiare il ricor- so a tale modalità di lavoro (art. 9). Per quanto concerne la Raccomandazione, essa è una integrazione della Convenzione, dalla quale mutua i principi e le definizioni di base; infatti i primi articoli riprendono e confermano ciò che la Convenzione aveva già chiaramente espresso, essa però vie- ne integrata in alcuni punti; un esempio riguarda il dovere del datore di lavoro di con- sultare (cfr. art. 4 Raccomandazione OIL n. 182/94) e informare (art. 5) le rappresen- tanze dei lavoratori in merito all'introduzione o all'estensione del lavoro a tempo par- ziale. A differenza di quanto vedremo successivamente della direttiva, che sembra porre come una mera eventualità, basandosi sulla lettera dei vocaboli utilizzati quali: “per quanto possibile” e “dovrebbero” (cfr. Clausola 5 comma 3, dell’Accordo Quadro 1997), la possibilità di informare i lavoratori sulla disponibilità dei posti a tempo pie- no e a tempo parziale, la Raccomandazione, all’apparenza, con l’inciso “dovranno”, all’art. 4, sembra imputare in capo al datore di lavoro un vero e proprio obbligo di in- formazione; inoltre fa riferimento alla consultazione delle rappresentanze aziendali, pur non specificandone il contenuto, oltre che alla già citata informazione. Infatti i datori di lavoro dovranno prendere in considerazione tutte quelle misure che facilitino l'accesso al part-time in tutti i livelli dell'impresa, inclusi, i posti di lavoro qualificati e manageriali (art. 17 Raccomandazione OIL), se ritenuto opportuno; inol- tre dovranno tenere in considerazione le richieste dei lavoratori per il passaggio da u-
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Informazioni tesi

  Autore: Agostino Antonello
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Diploma di laurea in consulenza del lavoro
  Relatore: Patrizio Bernardo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 105

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Parole chiave

orario di lavoro
direttiva 81-1997
lavoro
lavoro part-time
contratti di lavoro
incentivi all'occupazione
lavoro a tempo parziale
diritto del lavoro

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