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Le comunità straniere nell'area romana: caratteristiche e processi d'integrazione

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4 e la regione, rispetto all'Italia ha una percentuale inferiore al dato medio, indice che esistono uno o più poli di attrazione forte per i cinesi al di fuori del Lazio al punto da soppiantare anche Roma come città preferita. Per la comunità polacca, vale, invece, il discorso opposto, a dimostrare che al di fuori del Lazio questa comunità non ha grossi insediamenti. Malgrado il raddoppio della comunità romena avvenuto nel territorio comunale in un biennio, il suo peso a Roma rispetto all'Italia è cresciuto di un solo punto: la crescita della comunità rumena dunque è stato un evento che ha caratterizzato tutta la penisola. Cingalesi, cinesi e romeni hanno quote di coniugati superiori a quelle dei non sposati e ciò non è intuitivo perché dallo studio della durata di permanenza cinesi e romeni erano definite comunità recenti. La maggior parte degli stranieri residenti si è iscritta in anagrafe nell'ultimo quinquennio e si può osservare che da vent'anni a questa parte le iscrizioni sono sempre andate aumentando. La maggior parte dei matrimoni sono misti e avvengono tra cittadini italiani e stranieri; pochi i matrimoni celebrati con entrambi i coniugi stranieri, spesso connazionali, probabilmente perché rientrano nel paese d'origine per celebrare le nozze. La maggior parte dei nati riguarda sia le coppie in cui un genitore è italiano che le coppie in cui entrambi i genitori sono stranieri. Pochi i decessi registrati, perché gli stranieri presentano una giovane struttura per età e quindi sono anche bassi i quozienti di mortalità in queste fasce. Le circoscrizioni più abitate dagli stranieri sono la I, la XX, la II, la XVIII e la XIII, quelle meno la XII, la V, la X, la XVII e la III. Per gli italiani il quadro muta radicalmente e così tra le prime cinque figurano la IV, la VIII, la XIII, la V e la X, mentre fra le ultime cinque la VII, la II, la I, la XVII e la III. Si ha l'impressione che gli stranieri rifuggano le circoscrizioni dove i romani sono molto numerosi, forse perché trovano più facilmente alloggio dove i romani abbandonano, per andare a vivere in zone meno degradate e giudicate migliori. La I circoscrizione mostra un'incidenza pari quasi al 20 %, seguita dalla XX e dalla II, entrambe con valori superiori al 10 %. Per gli stranieri rispetto agli italiani, la percentuale di ragazzi sotto i quattordici anni è leggermente più bassa, quella degli individui dai quattordici ai sessantaquattro anni più alta, mentre per gli ultrasessantacinquenni è meno della metà: l'indice di dipendenza è dunque più ridotto, l'età media inferiore. L'incidenza degli stranieri, nella classe da 0 a 2 anni è tuttavia più elevata e questo lascia intendere che, in futuro, la quota di studenti stranieri nelle scuole dell’obbligo e nelle scuole superiori, al momento molto più bassa di quella delle medie e ancora di più di quella delle elementari, potrebbe aumentare in maniera considerevole. Le circoscrizioni con più minori stranieri sono la XX, la I, la VI e la XV, invece registrano un minor peso la X, la IV, la XII e la V. Per quanto riguarda lo stato civile, la I ha una posizione di spicco, poiché per tutte le categorie di stato civile, coniugati, mai coniugati, non più coniugati, ha sempre l'incidenza più alta fra tutte le circoscrizioni; si tratta di un comportamento anomalo perché i valori sono così alti e così distanti dalle altre circoscrizioni da costituire un caso a sé. Negli ultimi dieci anni, la forte crescita degli stranieri in quasi tutte le circoscrizioni, una crescita superiore alla media cittadina, è stata modesta nelle circoscrizioni con una già consolidata presenza di stranieri e notevole in zone nuove, fino a quel momento scarsamente considerate dagli immigrati. Le circoscrizioni con percentuali elevate di iscritti da più tempo sono la III, la I, la XIII e la XVIII, mentre quelle che solo recentemente possono vantare iscrizioni di stranieri sono la VII, la VI, la X e la XV. I filippini e gli egiziani, in misura maggiore, hanno una distribuzione più concentrata di quella del totale degli stranieri residenti. I polacchi, al contrario, non sono una comunità particolarmente concentrata, la cosa che più colpisce è il loro modello insediativo che segue logiche particolari, diverse dall'insieme degli stranieri residenti: d'altronde questa è una comunità che risulta molto presente anche fuori Roma, come mostravano i rapporti tra comune, provincia e regione. I bengalesi sono caratterizzati da una concentrazione estremamente elevata: tre sole circoscrizioni raccolgono più di metà della presenza e addirittura la percentuale in VI è cinque volte quella del totale dei
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Le comunità straniere nell'area romana: caratteristiche e processi d'integrazione

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Bendandi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Scienze Statistiche, Demografiche e Sociali
  Relatore: OlivieroCasacchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 351

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Parole chiave

immigrazione
integrazione
permesso di soggiorno
comunità straniere
immigrati regolari

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