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Procedimenti deliberativi negli enti locali; l'esperienza francese

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6 La polizia delle sessioni di lavoro del Consiglio municipale e dipartimentale è sempre, ed in ogni caso, affidata all’organo monocratico dell’istituzione considerata. La legge prevede che i Consigli comunali si riuniscano obbligatoriamente almeno una volta ogni tre mesi, anche se, nonostante la previsione normativa alquanto restrittiva, secondo i dati forniti da un’inchiesta riguardante una ventina di città dell’ovest della Francia, l’attivismo delle opposizioni, nonostante l’omogeneità dell’assemblea rispetto all’esecutivo garantita dal nuovo sistema elettorale, ha egualmente influito sulla frequenza delle riunioni dei Consigli comunali. Il Sindaco è autorizzato dalla legge a riunire il Consiglio ogniqualvolta lo ritenga utile o necessario, essendo la convocazione, delle riunioni del Consiglio, obbligatoria solo se richiesta, senza motivazioni, almeno dalla metà dei componenti l’assemblea. Il prefetto può in casi urgenti, sempre se lo ritiene opportuno, ordinare al Sindaco la convocazione del Consiglio o prescriverne egli stesso la riunione. Tutte le convocazioni, o avvisi di riunione, devono essere fatte almeno tre giorni franchi (non festivi) prima della data fissata per la riunione, tranne che per motivi gravi e urgenti, questa disposizione può essere derogata dagli Statuti o Regolamenti solo in melius, ovverosia fissando un termine maggiore. “Les statuts” (al plurale e pronunciando la “e” dell'articolo in modo aperto) significa: «atto costitutivo di un'associazione, di una società o di un ente o organo, che ne fissa legalmente le regole di funzionamento». Come può vedersi il termine che in italiano designa entrambe le funzioni (carta fondamentale dei diritti/status o “modo di essere”) in francese si declina al singolare per la prima definizione e al plurale per la seconda. Per la verità anche nell' italiano colto esisterebbe la differenza, si dovrebbe infatti dire " gli statuti di un ente" per indicare le fonti locali del diritto di un’ente e lo "statuto di un ente" per indicare la sua posizione giuridica (e non l'atto costitutivo). Comunque in Italia la differenza è meno marcata. Si noti che alcuni autori usano il termine statuto (tradotto dal francese) per indicare indifferentemente le due accezioni del termine (fonte/status), si cfr. ad esempio: Y. Meny, Profili di amministrazione locale;la riforma francese, Padova, CEDAM, 1983, 32 ss.
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Procedimenti deliberativi negli enti locali; l'esperienza francese

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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Murru
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lucio Pegoraro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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Parole chiave

enti locali
procedimenti deliberativi
diritto pubblico comparato
autonomia amministrativa
enti locali francesci

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