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Controllo strutturale e modalità di messa in posto dei Domi Cimini

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l’individuazione delle singole forme e di allineamenti preferenziali. Le lave dunque costituiscono una serie di domi coalescenti ubicati lungo fratture ad orientamento regionale. Nel dettaglio è possibile riconoscere una massa pressoché unica in corrispondenza di Tolfa e pochi altri corpi isolati a sud e a est di Tolfa e verso la costa (De Rita et al., 1997). Le lave che costituiscono i domi presentano struttura da ipocristallina a vetrosa ed una sostanziale omogeneità composizionale e strutturale. Infatti tutte le lave rientrano nel campo delle trachidaciti (al limite con il campo delle rioliti). Non esistono evidenze di stasi nella messa in posto delle vulcaniti e dei domi. Tuttavia in tutto l’areale tolfetano non si riscontra la presenza di facies esplosive legate alla dinamica di crescita dei domi in superficie. I rapporti giaciturali con le formazioni sedimentarie circostanti non sono chiari. Il profilo morfologico e la posizione delle facies plioceniche collocate ai margini orientali, suggeriscono che le vulcaniti di Tolfa si siano messe in posto sollevando i terreni precedentemente deposti, dopo essersi intruse fino in ambiente subsuperficiale (De Rita et al., 1997). La presenza di lembi di argille e porzioni di flysch sollevati e termometamorfosati, nonché anomalie giaciturali dei terreni neogenici associate ai dati di sondaggi effettuati per l’esplorazione geotermica e mineraria permettono di ricostruire le geometrie dei domi come un unico corpo unito in profondità. I domi possono essere quindi classificati come “criptodomi” (Cas & Wright, 1987). Unità postvulcaniche. Sono costituite da depositi fluvio-lacustri pelitici cui si intercalano livelli sabbiosi e conglomeratici. La fauna di ambiente salmastro che si rinviene all’interno di tali depositi risulta essere di età pleistocenica inferiore. Le facies conglomeratiche sono costituite prevalentemente o esclusivamente da ciottoli derivati dallo smantellamento dei domi tolfetani. Tali osservazioni consentono agli Autori di collocare gli eventi vulcanici di Tolfa tra il Pliocene superiore ed il Pleistocene inferiore (Lombardi et al., 1974; De Rita et al., 1997). Gravimetria. Le anomalie di Bouger ricostruite da De Rita et al. (1997) per l’area della Tolfa, mettono in evidenza come la struttura del substrato sia piuttosto articolata, individuando una zona di bassi gravimetrici allineati NNE-SSW e WNW-ESE (FIG. 1.6). Con l’analisi delle isoanomale residuali integrate con le osservazioni di terreno, gli stessi Autori mostrano come il bacino di Tolfa si sia sviluppato con una dinamica di tipo semi-graben la cui faglia principale si trova nel margine settentrionale. La sua evoluzione si sarebbe verificata in continuità dal Messiniano al Pliocene superiore, approfondendo il bacino con depocentri
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Controllo strutturale e modalità di messa in posto dei Domi Cimini

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Informazioni tesi

  Autore: Corrado Cimarelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Geologiche
  Relatore: Donatella De Rita
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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