Il consenso al trattamento dei dati personali

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comunitario a seguito di una Direttiva; ma, formalmente, va detto che lo Stato italiano si è dotato di tale normativa poiché in grave ritardo nell’adeguamento del diritto interno alla Convenzione del 28 gennaio 1981 n°108 del Consiglio d’Europa, la c.d. Convenzione di Strasburgo, la quale obbliga ogni Stato firmatario ad “adottare, nel suo diritto interno, le misure necessarie per dare effetto ai principi fondamentali per la protezione dei dati enunciati ” nella convenzione medesima (art. 4). 12 Il primo progetto organico, infatti, fu presentato dal Deputato Falco Accade il 21 aprile 1981 e si intitolava “Norme per la salvaguardia del diritto al rispetto della vita privata nei confronti dei sistemi di trattamento ed elaborazione automatica dei dati e delle informazioni”. 13 Ciò ha comportato, tra l’altro, un eccesso di zelo nel porre un articolo, come l’art.1, che palesemente risente del vezzo dei preamboli, peculiare del diritto convenzionale 14 ma che, inserito nel tessuto normativo, acquista valore prescrittivo ed identificativo di quella ratio legis che l’art 12 delle Disposizioni sulla legge in generale individua come uno dei modi di interpretazione delle norme. 15 Nel caso di specie, l’art.1 garantisce che il trattamento dei dati personali si svolga nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale e così facendo rende l’opera dell’interprete quanto mai complessa, perché si trova di fronte a categorie quali i diritti e le libertà fondamentali, i cui confini sono poco netti; ovvero di fronte a concetti, quali la riservatezza e l’identità personale, di derivazione giurisprudenziale, per la cui individuazione non ha a disposizione precisi riferimenti normativi; o, ancora, ad un’espressione quale la dignità della persona 16 che è al tempo 12 C. CASTRONOVO, Situazioni soggettive e tutela nella legge sul trattamento dei dati personali, in Il trattamento dei dati personali a cura di V.Cuffaro e V.Ricciuto, Milano, 1998, p.189 ss. 13 Secondo la relazione che lo accompagnava, esso si prefiggeva lo scopo di assicurare la protezione de diritti e delle libertà fondamentali di ogni cittadino a fronte dell’incremento della circolazione, sia nell’ambito dei singoli Stati, sia attraverso le frontiere, dei dati a carattere personale soggetti a trattamento-elaborazione automatici; in altre parole si vuole salvaguardare, nei confronti delle possibilità già offerte dalla tecnica, il diritto al rispetto della vita privata. 14 Nonché, globalmente, della cultura anglosassone, dove, peraltro, si giustifica in quanto, data l’origine tipicamente giurisprudenziale del diritto, ogni legge viene vista come atto autoritativo del Parlamento e, per questo, bisognoso di essere ancorato a solidi ed espressi principi. 15 Il rilievo è di C. CASTRONOVO, op. ult. cit., p.191-192. 16 Inciso aggiunto a seguito dell’emendamento proposto dai senatori Greco e Cantoro, approvato il 24 settembre 1996. non fu accolto, invece, l’emendamento diretto ad aggiungere, dopo la parola “riservatezza”, le parole “all’onore e alla reputazione”. Secondo G.BUTTARELLI, Banche dati e tutela della riservatezza, op.cit., p.138 nota 1, il riferimento alla dignità va collegato con i principi costituzionali che assegnano pari dignità sociale a tutti i cittadini (art.3) e che prescrivono che l’iniziativa economica non si svolga in contrasto con la dignità umana (art.41 Cost.) e va oltre la prevenzione dei fatti che comportano umiliazione e sfruttamento. A.CAUDELLA, Voce Dignità e riservatezza del lavoratore (tutela della), in Enciclopedia giuridica, XI,Roma, 1989, p.1, l’ha definita, in modo pregnante, come “la condizione di consapevolezza da parte del singolo e di rispetto nell’ambiente sociale delle qualità proprie di ogni soggetto umano e di quelle che all’individuo vanno riconosciute in relazione ai suoi meriti e al ruolo che svolge nella società”.

Anteprima della Tesi di Serena Marzucchi

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Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Marzucchi Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

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