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La crisi asiatica del 1997: il ruolo dell'intermediazione finanziaria e le politiche di aggiustamento

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13 Giappone che a quella degli altri paesi del Sud Est Asiatico. Gran parte del reddito nazionale traeva origine dall’opera dei chaebols, i grandi conglomerati industriali. Molti di essi erano oberati da un indice debiti/capitale sfavorevole e da indici ROI 10 e ROE 11 spesso negativi; le loro condizioni finanziarie, e quelle delle banche loro creditrici, apparivano pertanto pessime. Già un anno prima dell’avvio della crisi il corso dei titoli azionari era in diminuzione, con una perdita del 36% rispetto ai massimi del 1994; la perdita di valore causava inoltre la riduzione del capitale delle banche che detenevano i titoli in portafoglio, riducendo di conseguenza la loro capacità di concedere credito. La divisa domestica, lo won, appariva molto debole. Il sistema produttivo coreano viveva una fase di trasformazione; alcuni fra i maggiori chaebols erano in bancarotta. Il sistema bancario nazionale, ed in particolare le merchant bank, legate a doppio filo con i conglomerati, era colpito; indebitato a breve in valuta estera a fronte di attività a lungo ad alta volatilità e basso rendimento, appariva in difficoltà. La serie dei fallimenti prese il via nel Gennaio 1997, con la Hanbo Steel, schiacciata da sei miliardi di dollari di debito; e seguita in Marzo dalla Sammi Steel, ed in Aprile dal Jinro Group. A Luglio il Kia Group, ottavo conglomerato del paese, manca al pagamento di 370 milioni di dollari di debito internazionale, e viene posto in liquidazione. La portata della crisi fu chiara da subito; già nel Febbraio 1997 il New York Times pubblica: 10 Return on Investment (o “resa del capitale impiegato”), ovvero il rapporto fra il Reddito Operativo ed il Capitale Investito nell’impresa. L’indice misura la redditività della gestione caratteristica di un’impresa, cioè la redditività tratta dalla sua attività tipica, industriale o commerciale, escludendo gli effetti delle gestioni finanziaria, straordinaria, e fiscale. Il reddito operativo è: ricavi-costi di vendita-spese generali d’amministrazione spese per ricerca e sviluppo-spese di ristrutturazione +/- altri redditi/spese. Il capitale impiegato è il totale delle attività di bilancio-voci finanziarie-voci fiscali. 11 Return on Equity, ovvero il rapporto fra il Reddito Netto e Mezzi Propri; l’indice misura l’utile – o la perdita – attribuita ai proprietari dell’impresa per ogni unità di capitale da essi conferita. ROE e ROI sono evidentemente correlati; il ROE, dipende infatti dal ROI (che misura la redditività caratteristica) e dalla incidenza delle gestioni non caratteristiche, misurabile come rapporto fra Reddito Netto e Reddito Operativo.
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La crisi asiatica del 1997: il ruolo dell'intermediazione finanziaria e le politiche di aggiustamento

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Informazioni tesi

Autore: Maurizio Gori
Tipo: Tesi di Laurea
Anno: 2001-02
Università: Università degli Studi di Firenze
Facoltà: Scienze Politiche
Corso: Scienze Politiche
Relatore: AlessandroMissale
Lingua: Italiano
Num. pagine: 156

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Parole chiave

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azzardo morale
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efficienza allocativa
fondo monetario internazionale
prestatore di ultima istanza
socializzazione dei rischi
vigilanza prudenziale
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economia internazionale
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crisi finanziaria asiatica
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