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Esecuzione penitenziaria e collaboratori di giustizia

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15 trattamento o a punizioni crudeli, inumani o degradanti” 16 . Le classi politiche internazionali nel dopoguerra affrontarono, dunque, il problema di una sostanziale riforma dell’istituzione penitenziaria e ovunque nacquero commissioni di studio volti a questo scopo. Come viene giustamente osservato “la questione penitenziaria per la prima volta si pone storicamente, a livello planetario, come una questione direttamente connessa al rispetto dei diritti dell’uomo, di cui alla dichiarazione universale del 1948” 17 e si registrò, pertanto, l’inizio della cosiddetta “fuga dal carcere”: un carcere che durante la guerra fu sovente espressione dell’incondizionato ed incontrastato potere dei diversi regimi totalitari nei confronti degli oppositori politici e che, quindi, non poteva più essere come prima. Le linee riformatrici tenderanno, pertanto, verso un miglioramento delle condizioni dei detenuti 18 , ma quello che più conta è la riduzione dell’ambito di applicazione del carcere ed il correlativo aumento delle misure alternative ad esso, incominciando con la riduzione dei tipi di pena detentiva: infatti, alla moltitudine delle fattispecie di espletamento della pena detentiva prevista nell’ottocento (galere, bagni penali, case di forza, reclusione e deportazione) già il codice Rocco prevedeva solo l’arresto e la reclusione. Tornando all’ideologia del trattamento dell’indirizzo della nuova difesa sociale, si può notare come essa inizialmente venne concretamente attuata soprattutto nei paesi nordamericani e nordeuropei 19 , i cui relativi ordinamenti previdero per lo più l’introduzione del sistema della sanzione 16 Ugualmente si esprimerà nel 1950 la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. L’articolo 3 della Convenzione, infatti, afferma che: “Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”. 17 DAGA L., op. cit., p. 24. 18 Dagli anni sessanta si parla di veri e propri “diritti” dei detenuti, concetto più volte espresso dalla nostra Cassazione: si veda a titolo esemplificativo la sentenza della Cassazione Sezione I, 1 luglio 1981 in Rassegna penitenziaria e criminologia, 1981, p. 524. 19 La Svezia nel 1945 emana una nuova legge penitenziaria e la Francia modifica la propria politica penitenziaria: per una analisi di quest’ultima si veda ANCEL M., CHEMITHE P., Le sistemes penitentiaires en Europe occidentale, Parigi, 1981.
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Esecuzione penitenziaria e collaboratori di giustizia

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Informazioni tesi

  Autore: Mauro Barraco
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Massimo Pavarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 328

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Parole chiave

diritto penale
collaboratori di giustizia
esecuzione penitenziaria
legge n. 45-2001

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