Il divieto di reformatio in peius nel processo penale

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13 tuate nella vigenza del precedente sistema che un procedimen- to d’impugnazione caratterizzato dal potere del giudice che ri- tenga di non essere in grado di decidere allo stato degli atti, di ordinare la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, (art. 603, 1° co., c.p.p.) mal si concilia con un discorso in termini di disponibilità intesa come “vincolativa delimitazione dei poteri istruttori del giudice”. (18) In altre parole non sussiste un vincolo del giudice al mate- riale probatorio prospettato dalle parti, poiché il giudice tro- vandosi nell’impossibilità materiale di decidere può disporre un’integrazione del contesto probatorio di primo grado. Riamane, tuttavia, l’alternativa della dispositività in senso sostanziale, ed invero appare difficilmente contestabile che una potestà dispositiva delle parti – nel senso del potere esclu- sivo delle parti di chiedere la tutela giurisdizionale e di fissare l’oggetto del giudizio – sia presente nell’odierno sistema delle impugnazioni. Al riguardo, sono ancora attuali gli argomenti che la dottrina del previgente codice aveva messo in evidenza: (18) Così TRANCHINA, La potestà di impugnare nel processo penale ita- liano, Milano, 1970.

Anteprima della Tesi di Vito Bonello

Anteprima della tesi: Il divieto di reformatio in peius nel processo penale, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Vito Bonello Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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