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La gestione dei beni durevoli dismessi: creazione del sistema nazionale di raccolta, recupero e riciclaggio

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INTRODUZIONE 2 Questo è dovuto alla presenza nei prodotti di materiali utili e recuperabili per usi successivi, nonché di sostanze altamente inquinanti che rappresentano un rischio per l’ambiente e la salute e che possono contaminare altri rifiuti con i quali vengono in contatto. Nel 1998 in Europa sono state prodotte ben 6 milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, il 4% del totale dei rifiuti. L’incremento previsto è del 3-5% annuo, percentuale destinata a salire al 16-28% in cinque anni, raddoppiando nei successivi 12. Il 90% di questi beni divenuti rifiuti non subisce alcun pretrattamento o messa in sicurezza delle sostanze nocive. In Germania sono accumulate al momento 800 mila tonnellate di rifiuti tecnologici e l’Europa ogni anno sostituisce circa 10 milioni di PC. Dati di Federinformatica ed Ecoqual’it stimano circa 750 mila PC ad uso domestico dismessi (i rifiuti più difficili da gestire perché le famiglie, essendo fuori dai tradizionali circuiti di riciclo dei quali si servono le imprese, sono poco informate sulle modalità corrette di dismissione) oltre a 100 mila portatili per i quali la destinazione prevalente resta ancora la discarica. Purtoppo, la realtà è ancora lontana dall’ideale: al momento circa il 90% dei RAEE viene smaltito in modo tradizionale insieme agli altri rifiuti urbani. Ciò significa che i beni durevoli vengono perlopiù destinati alle discariche e agli inceneritori. Gli otto mesi impiegati nel produrre questa tesi mi hanno consentito di approfondire un tema che già da tempo suscita il mio interesse e stimola la mia curiosità. Sono sempre stato attratto dal rifiuto, inteso non come entità “scomoda e imbarazzante”, ma piuttosto come un fenomeno naturale con il quale convivere nel migliore dei modi. Mesi di studio, e anni di interesse, sul tema dei rifiuti mi hanno consentito di scoprire come questo non sia solo fonte di problemi, ma apra le porte verso un mondo di iniziative imprenditoriali estremamente virtuose, perché consentono di coniugare tutela ambientale e sviluppo economico. Non mi vergogno a prendere in prestito il termine “new economy” per definire le attività che si occupano della gestione dei rifiuti: è una continua evoluzione, alla ricerca di soluzioni all’avanguardia per migliorare le performance ambientali ed economiche. Dal punto di vista imprenditoriale, le potenzialità tecnologiche e il know-how acquisito in anni di esperienza sono già in grado di garantire un’adeguata risposta ai problemi ambientali legati ai rifiuti. Ciò che manca ancora è un’adeguata incisività e fermezza dei governi nella legislazione ambientale e, soprattutto, una diffusa ed entusiasta partecipazione dei cittadini ai sistemi di raccolta rifiuti. Tutti noi siamo chiamati in causa, poiché tutti noi produciamo rifiuti. Il rifiuto è qualcosa che ci appartiene, poiché deriva dal nostro vivere quotidiano. Paradossalmente,
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La gestione dei beni durevoli dismessi: creazione del sistema nazionale di raccolta, recupero e riciclaggio

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Contini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Vittorio D'Arrigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 299

FAQ

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Parole chiave

ecocompatibilità
sviluppo sostenibile
tutela ambientale
gestione dei rifiuti
valorizzazione delle merci
beni durevoli dismessi
riciclaggio dei rifiuti

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