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La gestione dei beni durevoli dismessi: creazione del sistema nazionale di raccolta, recupero e riciclaggio

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INTRODUZIONE 6 contribuisce, come tanti altri, ad alleggerire il portafogli (anche se in maniera decisamente trascurabile). Tuttavia, la posta in gioco è alta e non ci si può affidare alla sola volontà e buona fede del consumatore: è necessario un meccanismo di incentivo/disincentivo di tipo economico. La salvaguardia dell’ambiente val bene l’introduzione di questa sorta di “ecotassa”. Per tranquillizzare i più scettici si potrebbe citare l’esperienza olandese (paragrafo 3.2). L’Olanda è stato uno dei primi paesi europei ad implementare un sistema complesso per la gestione dei rifiuti elettr(on)ici a fine vita, addirittura in anticipo rispetto agli obblighi introdotti dalla proposta di direttiva WEEE, non ancora approvata. In Olanda i consumatori sono abituati a pagare già dal 1999 un piccolo sovrapprezzo all’atto di acquisto di un bene durevole. Questo sovrapprezzo serve a garantire l’intero processo di smaltimento ecocompatibile dei prodotti a fine vita; il funzionamento a pieno regime di questo sistema, oltre al miglioramento delle tecnologie di riciclaggio, ha permesso di esentare diversi apparecchi (quelli di piccole dimensioni) dal pagamento del sovrapprezzo. Questo è stato possibile dopo soli tre anni dalla creazione del sistema. A proposito di sistemi per la gestione dei beni durevoli dismessi, il capitolo 5 è interamente dedicato all’illustrazione di quanto sta avvenendo in Italia per il raggiungimento di una simile struttura. Lo svolgimento del capitolo vuole essere quanto più ordinato possibile, per facilitare la comprensione di una realtà ancora in fase di valutazione. Si comincia (paragrafo 5.1) ad individuare il “motore” attraverso il quale il sistema prenderà vita, cercando di riassumere gli aspetti tecnici, organizzativi e finanziari dello stesso (paragrafo 5.2). A seguire, si lascia spazio ad una serie di considerazioni da parte di soggetti “istituzionali” relative all’evolversi della situazione, sia sul piano normativo che su quello tecnico-pratico. A tal proposito si ascoltano le associazioni rappresentanti i produttori di apparecchi elettrici ed elettronici, i distributori/rivenditori e i riciclatori/recuperatori. I paragrafi successivi preparano le basi per arrivare alle conclusioni. In sostanza, vengono evidenziati i problemi e gli ostacoli che devono essere superati per poter permettere al futuro sistema un funzionamento efficace ed efficiente. Sarà interessante notare che la situazione odierna non presenta solo ostacoli allo sviluppo del sistema: sono infatti presenti potenzialità inespresse che, se opportunamente sfruttate, saranno di grandissimo aiuto. Nell’appendice si riprende il discorso prima interrotto riguardante i veicoli a fine vita. Il motivo per cui l’argomento è “ghettizzato” all’interno dell’appendice è semplice: non si vuole creare confusione sugli aspetti normativi e tecnici della gestione di due tipologie di rifiuti (elettrodomestici e veicoli) che pur appartenendo alla “grande famiglia” dei beni durevoli, sono interessati da due “realtà” diverse in fase di dismissione e successivo smaltimento.
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La gestione dei beni durevoli dismessi: creazione del sistema nazionale di raccolta, recupero e riciclaggio

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Contini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Vittorio D'Arrigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 299

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Parole chiave

ecocompatibilità
sviluppo sostenibile
tutela ambientale
gestione dei rifiuti
valorizzazione delle merci
beni durevoli dismessi
riciclaggio dei rifiuti

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