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Il diritto di proprietà e il potere espropriativo dello Stato nella Costituzione e nel diritto vigente

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L’evoluzione storica del diritto di proprietà(e dei suoi limiti) 11 Quindi dai Romani la nozione di proprietà fu più intuita che definita. Secondo Scialoja 4 ciò è dovuto alla constatazione che i giureconsulti dell’epoca non si preoccupavano molto, a differenza di oggi, di definire gli istituti giuridici; inoltre sarebbe stato assai arduo enunciare la proprietà in una formula generale in tempi in cui ne esistevano parecchie forme (quirita- ria, bonitaria, sui fondi provinciali, dei peregrini). Per cui tra l’alternativa di darne tante definizioni tra loro difformi o fornirne una comune a tutte, i giureconsulti scelsero di astenersi del tutto. Ne ebbero però un’idea molto esatta; ciò risulta dal fatto che quando ad essi si presentarono delle figure giuridiche che avrebbero potuto confondersi con la proprietà, distinsero molto bene questa da altri istituti simili, ma sostanzialmente differenti. L’arduo compito di definire il dominio è così passato nelle mani di interpreti sia antichi sia moderni. Secondo Biondi la definizione che più si avvicina all’intuizione romana di proprietà è “la signoria giuridica, generale e potenzialmente assoluta, di una persona su una cosa corporale” 5 ; significa quindi potere diretto ed esclusivo sul bene, che può anche prescindere dal rapporto immediato su di esso. In ciò sta la differenza tra la proprietà e il possesso: entrambi comportano una signoria o dominazione, ma mentre la prima è una signoria giuridica, difesa in ogni caso dalla legge, a seconda consiste in un potere di fatto sull’oggetto, tutelato solo contro determinate azioni di turbativa o spoglio. Il dominio investe tutta la cosa nella sua interezza; il proprietario ha i più ampi poteri su di essa, soggetta totalmente alla sua volontà; da ciò dipende l’antica formula haec res mea est con cui l’attore afferma il suo diritto alla reivendicatio, dimostrando così non la semplice titolarità, ma l’appartenenza 4 SCIALOJA V. , Teoria della proprietà nel diritto romano, Roma, 1928, pagg.266-267 5 BIONDI B. , Istituzioni di diritto romano, Milano, 1972, pag.226
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Il diritto di proprietà e il potere espropriativo dello Stato nella Costituzione e nel diritto vigente

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Galdi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Berti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

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Parole chiave

diritto di proprietà
esproprio
istituto espropriativo
testo unico sugli espropri
espropriazione per pubblica utilità
dpr 327-2001
diritto costituzionale

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