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Il diritto di proprietà e il potere espropriativo dello Stato nella Costituzione e nel diritto vigente

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L’evoluzione storica del diritto di proprietà(e dei suoi limiti) 13 Il processo di unificazione del dominium e delle sue varie forme, iniziato alla fine del periodo classico, si compie in epoca postclassica e coincide col sorgere del termine proprietas; esso è dovuto alla definitiva scomparsa di quei presupposti che diedero luogo al tradizionale dualismo.Innanzitutto con la costituzione di Caracalla(212 d.C.), che estese la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’Impero, sembrò ormai anacronistico distinguere fondi italici e fondi provinciali; e quando Diocleziano fece cessare l’immunità dei fondi italici, venne meno anche la ragione pratica di tale distinzione.Infine con l’unificazione politica e giuridica operata da Giustiniano il processo si concluse: il dominio fu così di un solo tipo e nelle fonti si parlò indistinta- mente di dominium e proprietas, tutelabili entrambi sempre con la reivendicatio 7 .In una celebre costituzione Giustiniano dichiara precisamente che nulla esse differentiam…inter dominos…sed sit plenissimus et legittimus quisque dominus sive servi sui sive rerum ad se pertinentium(CI.7,25,1). La proprietà tende ad essere illimitata, ma è suscettibile di un gran numero di limitazioni, in quanto il diritto considera il proprietario come imperante in una sfera che la legge circoscrive soltanto esteriormente, non determinandone mai il contenuto in modo positivo. In altre parole, le norme giuridiche limitano l’azione del proprietario accontentendosi di determinare ciò che non può fare, invece d’indicare il contenuto effettivo del suo diritto. Si chiamano limiti legali della proprietà tutte quelle restrizioni stabilite dalla legge al diritto potenzialmente assoluto del proprietario; consistono nell’imporre o l’astensione dall’esercitare qualche facoltà o la sopportazione 7 Scialoja osserva che,sebbene nei testi di diritto,specialmente di quello più avanzato, dominium e proprietas siano usati scambievolmente, tra i due termini esiste una certa sfumatura che li differenzia. Proprietas indica principalmente l’appartenenza della cosa di cui si ha la proprietà, l’elemento logico di tale rapporto; dominium invece sembrerebbe esprimere maggiormente il concetto di dominazione del proprietario sul bene, la totale soggezione alla sua volontà. (SCIALOJA V., Teoria della proprietà nel diritto romano, Roma, 1928, pagg.257-258)
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Il diritto di proprietà e il potere espropriativo dello Stato nella Costituzione e nel diritto vigente

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Galdi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Berti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

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Parole chiave

diritto di proprietà
esproprio
istituto espropriativo
testo unico sugli espropri
espropriazione per pubblica utilità
dpr 327-2001
diritto costituzionale

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