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Il diritto di proprietà e il potere espropriativo dello Stato nella Costituzione e nel diritto vigente

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L’evoluzione storica del diritto di proprietà(e dei suoi limiti) 15 pubblica; il divieto di scavo sul fondo altrui, se non dietro pagamento di parte del ricavato al proprietario e al fisco. Il problema dell’esistenza nel diritto romano dell’espropriazione per pubblica utilità come istituto giuridico disciplinato dalla legge, è stato oggetto di un acceso dibattito; essa comporta la cessazione del dominio, quindi non una semplice restrizione delle facoltà proprietarie. L’opinione che prevalse tra i romanisti fu sicuramente quella del riconoscimento dell’espropriazione nel diritto romano, tesi peraltro suffragata da diverse fonti di epoche diverse 9 . Per capire la nascita di questo fenomeno si deve tener conto che nel periodo classico era molto scarso il numero di proprietà fondiarie e piccola l’estensione delle terre, di cui il proprietario era riconosciuto padrone assoluto; lo stato quindi poteva creare qualsiasi opera pubblica senza privare il singolo di quel dominio che esso stesso gli aveva attribuito; tale diritto era rispettato in quanto non urtava con gli interessi dell Stato. Poi, man mano che il suolo venne concesso ai privati al punto che tutto il territorio italiano appartenne ad essi, risultò evidente che lo Stato romano, per costruire una strada, un acquedotto o simili opere, dovette servirsi del fondo dei privati, ricorrendo all’espropriazione nei casi in cui questi non volevano venderlo spontaneamente. Ma vi è una differenza sostanziale tre l’espropriazione nel diritto moderno e nel diritto romano: mentre oggi l’istituto ha una sua autonomia ed è regolato da norme speciali e generali che legittimano le modalità del suo 9 In questo senso: SCIALOJA V., Teoria della proprietà nel diritto romano, Roma, 1928 DE ROBERTIS S., L’epropriazione per pubblica utilità nel diritto romano, Bari, 1936, pag.141 ss. Contra: BONFANTE P. La Proprietà, Roma, 1925, I , pag.140 ss. : secondo questo autore, dalle fonti a nostra disposizone non sussistono elementi sufficienti per stabilire con certezza che nel diritto romano esisteva un istituto espropriativo. Egli cerca quindi di dimostrare che que pochi provvedimenti a noi pervenuti, non volevano disporre in verità un esproprio.
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Il diritto di proprietà e il potere espropriativo dello Stato nella Costituzione e nel diritto vigente

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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Galdi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Berti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

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Parole chiave

diritto di proprietà
esproprio
istituto espropriativo
testo unico sugli espropri
espropriazione per pubblica utilità
dpr 327-2001
diritto costituzionale

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