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Aspetti neuropsicologici nei Disturbi della Condotta Alimentare (DCA): contributo personale

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16 mancano ed i deficit neuropsicologici senza base organica certa possono essere una causa del disturbo stesso. Kemali, Maj e Galderisi [1985] hanno confrontato un gruppo di schizofrenici, omogeneo rispetto alla durata e alla gravità della malattia, con un gruppo di controllo “accoppiato” per sesso, età e livello d’istruzione, correlando alterazioni ventricolari alla TAC con risultati a vari test neuropsicologici: i risultati hanno confermato che la presenza di un allargamento dei ventricoli cerebrali laterali in una parte dei pazienti era associato ad un grave deficit cognitivo e neuropsicologico, al maladattamento sociale e ad una sintomatologia più marcata. In contrasto con questi risultati Bornstein e coll. [1992] hanno associato i deficit cognitivi non con l’allargamento dei ventricoli laterali, bensì del terzo ventricolo e con l’involuzione delle strutture diencefaliche periventricolari. Hoff e coll. [1992] hanno invece notato che una atipica lateralizzazione in un’area importante per il linguaggio (solco laterale) può essere correlata al cattivo funzionamento cognitivo nei pazienti schizofrenici. Alti studi si sono invece orientati sul malfunzionamento del lobo frontale nella Schizofrenia: Goldberg e coll. [1988] hanno somministrato a 28 pazienti affetti da Schizofrenia quattro test neuropsicologici (WCST, Category Test, Trail Making B, prove di fluenza verbale) che valutano l’attività del lobo frontale: il 75% di essi ha avuto prestazioni anomale in almeno uno dei test, però non è stato possibile definire una alterazione specifica del lobo frontale nella Schizofrenia; questi risultati sono in accordo con la letteratura secondo la quale gli stati psicotici acuti non hanno rapporto con le lesioni del lobo frontale. Franke e coll. [1992] hanno riscontrato, utilizzando il WCST, un maggior numero di errori perseverativi nei pazienti schizofrenici rispetto ai controlli, deducendo che questo può essere un marker specifico della patologia ed un indicatore di “vulnerabilità”. Gold JM. [1997] è tornato sul problema della possibile disfunzione del lobo frontale negli schizofrenici ed utilizzando anch’egli il WCST e una nuova prova tipo memoria-di-lavoro ha concluso che i risultati al WCST più scadenti nei pazienti
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Aspetti neuropsicologici nei Disturbi della Condotta Alimentare (DCA): contributo personale

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pierò
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Medicina e Chirurgia
  Relatore: Secondo Fassino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 161

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