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Le nuove strategie di Internet marketing e di commercio elettronico

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11 A livello strategico e organizzativo aziendale prende piede il modello dell’impresa flessibile, reso possibile grazie all’introduzione di sistemi flessibili di produzione (automazione flessibile; il cosiddetto Flexible Manifacturing System) 15 che consentono ai sistemi produttivi aziendali di risolvere il tradre-off tra le contrapposte esigenze di flessibilità 16 e produttività 17 , nonché grazie al passaggio da modelli organizzativi aziendali centrati principalmente sulla gerarchia a modelli centrati su accordi cooperativi 18 e network di imprese 19 (cfr. fig. 3). 3. Solo adesso che abbiamo ripercorso l’evoluzione economica e le tappe del progresso tecnico moderno, e che abbiamo definito più accuratamente i caratteri dello stato tecnologico attuale, possiamo affermare che la New Economy, in quanto definita come “l’economia dell’informazione e dei servizi” 20 , trova certamente piena collocazione nel panorama dell’attuale quinta rivoluzione industriale, ma ne costituisce solo un particolare aspetto; molto più ampio è infatti, il quadro che abbiamo tracciato accennando alla quinta rivoluzione. 15 Secondo R. ARCANGELI, in Elementi di gestione operativa dell’impresa, A. A. V. V., a cura di L. PETIX, edizioni Kappa, 1997, p.234 “L’introduzione di sistemi flessibili di produzione […] si realizza attraverso l’impiego di macchine automatiche collegate automaticamente tra loro e controllate da un computer che elabora e trasmette informazioni in tempo reale. L’introduzione degli FMS nelle imprese si sta rapidamente diffondendo e ciò non solo per motivazioni di carattere economico, ma anche per motivazioni di carattere sociale, in quanto si trasferiscono alle macchine e/o ai robot le operazioni pericolose o nocive alla salute dei lavoratori”. 16 In questo caso la Flessibilità viene intesa sia in senso tecnico che economico; con flessibilità tecnica intendiamo la capacità di variare il mix produttivo, con flessibilità economica si fa riferimento alla capacità di “assorbire” le riduzioni del volume di produzione e cioè nel contenere l’aumento dei costi unitari di produzione quando si riduce il grado di utilizzazione dell’impianto stesso. 17 Per approfondimenti si veda anche L. PETIX, Gestione d’impresa e tipici contesti di riferimento, Cedam, Padova, 1998, p. 107. 18 Secondo G. BALCET e G. VIESTI, Fra mercato e gerarchia: alcune riflessioni sugli accordi tra imprese, in: Economia e politica industriale, n. 49, 1986, gli accordi cooperativi riguardano “quella vastissima gamma di intese, formalizzate contrattualmente o informali, in base alle quali due o più imprese convengono di stabilire fra di loro una relazione di una certa durata temporale e che implicano per ognuna una serie di obblighi di comportamento” 19 In merito, C. RICCIUTI, Organizzazione aziendale, Cedam, 2000, p. 241 e seg., afferma che la rete può essere definita come “un insieme di due o più attori/imprese detti “nodi”, giuridicamente, imprenditorialmente ed organizzativamente autonomi, legati da qualche tipo di interdipendenza governata attraverso vari meccanismi. Quindi mentre l’accordo fa riferimento al contenuto relazionale, cioè al cosa gli attori si scambiano o si propongono di fare insieme, la rete attiene alla forma, vale a dire come gli attori o i nodi si coordinano”. Le reti si possono distinguere in: 1) Reti burocratiche: dove il coordinamento è affidato a strutture contrattuali (es. franchising, consorzi, associazioni temporanee di impresa, ecc.). 2) Reti proprietarie: in cui le imprese partecipanti godono congiuntamente di diritti di proprietà e/o di partecipazione ai risultati dell’attività svolta (es. joint venture, venture capital, partecipazioni incrociate. 3) Reti sociali: quando i rapporti sono basati su relazioni sociali e si realizzano in scambi di informazioni e rapporti di influenza reciproca (es. scambio di consiglieri di amministrazione, distretti industriali. 20 Cfr. il rapporto di FEDERCOMIN, Net economy e nuova occupazione, Roma, Giugno 2000 http://www.federcomin.it
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Le nuove strategie di Internet marketing e di commercio elettronico

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Arnese
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Leonardo Petix
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 239

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