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La riorganizzazione corticale nel cerebroleso indotta da un training riabilitativo

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La riorganizzazione corticale nel cerebroleso indotta da un training riabilitativo ————————————————————————————————————————————— 1 1. LA CORTECCIA CEREBRALE 1.1 Struttura Il cervello è una struttura composta da tre strati evolutivamente sovrapposti: uno più arcaico (che presiede agli istinti primitivi di sopravvivenza), uno intermedio sviluppatosi in epoche successive (che presiede alle emozioni e alla sfera dell’affettività) e uno più recente (particolarmente sviluppato nella specie umana, anche se già presente negli animali superiori): la corteccia. La corteccia cerebrale (circa 2 mm di spessore) è costituita dalla superficie degli emisferi cerebrali, la quale è notevolmente irregolare per la presenza di un considerevole numero di pliche. La sua forma deriva dalla particolare evoluzione del cervello dei primati, nel corso della quale il volume della corteccia cerebrale è aumentato più rapidamente del volume del cranio. A causa di questa disparità di sviluppo sulla superficie corticale si sono formati moltissimi solchi, che l’hanno suddivisa in circonvoluzioni, e tutta la corteccia si è ripiegata su se stessa. La corteccia può essere divisa, dal punto di vista filogenetico, in base alle sue caratteristiche morfologiche e funzionali, in due territori ineguali. L’“archipallium” (che comprende l’“archicortex” e il “paleocortex”, corrispondenti al lobo limbico), filogeneticamente più antico, è relativamente poco sviluppato nell’uomo e preposto alla funzione olfattiva e alla regolazione del comportamento emotivo-istintivo. Il “neopallium” o “neocortex”, molto più esteso, costituisce l’area d'arrivo di quasi tutte le vie sensoriali e sensitive, l’area da cui partono tutte le vie motrici volontarie, la sede delle più importanti vie associative e di alcune attività riflesse. Le cellule corticali sono disposte in sei strati, riconoscibili soprattutto dalla grandezza e dal tipo delle cellule: 1) strato molecolare; 2) strato granulare esterno; 3) strato piramidale esterno; 4) strato granulare interno; 5) strato interno delle grandi cellule piramidali; 6) strato fusiforme (fig.1). Sul piano funzionale si possono individuare due tipi di cellule: a) le “cellule grandi piramidali” (V strato), che proiettano a distanza dalla corteccia e hanno collaterali ricorrenti che eccitano interneuroni a funzione inibitoria generando un meccanismo di controllo a feedback; b) le cellule degli strati I-II-III-IV-VI, che agiscono come interneuroni, i cui assoni terminano nelle immediate vicinanze del corpo cellulare, oppure orizzontalmente nello stesso strato, o verticalmente coinvolgendo più strati.
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La riorganizzazione corticale nel cerebroleso indotta da un training riabilitativo

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Informazioni tesi

  Autore: Alfonso Lustrino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Psicologia del lavoro e delle organizzazioni
  Relatore: Salvatore Giaquinto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 114

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Parole chiave

riabilitazione
riorganizzazione corticale
danno cerebrale
pazienti cerebrolesi
cerebrolesioni

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