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La cura di comunità come modello operativo di un nuovo sistema dei servizi: uno studio di caso

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2 fabbriche, delle città industriali che si dilatano enormemente e attirano manodopera dalle campagne. Quelle funzioni assistenziali, di supporto e di solidarietà che erano assicurate dalla famiglia "estesa" pre-industriale non sono più coperte nelle nuove famiglie di tipo "nucleare"; le classi lavoratrici si trovano così a dover fronteggiare le difficili condizioni di lavoro e di vita senza poter contare sul sostegno delle reti primarie 3 . Infortuni, malattie, perdita del lavoro, anzianità sono tutti pericoli per coloro che hanno nel salario la loro unica fonte di sostentamento: per questo i sindacati operai, sia socialisti che cattolici, richiedono forme di assistenza sempre più ingenti. I sindacati, insostituibili per difendere il livello dei salari, risultavano impotenti contro l'incubo principale degli operai: gli infortuni (che dal 1880 erano aumentati paral- lelamente all'incremento del ritmo produttivo), le malattie e la disoccupazione da vecchiaia. In questi campi intervennero i governi con le prime leggi di tutela dei lavoratori. Ispirato più da motivi d'ordine pubblico che da reali spinte filantropiche, Otto Von Bismark introdusse nella Germania di fine '800 forme embrionali di previdenza sociale, legate ancora al concetto di "rischio" (assicurazioni contro infortuni, malattia, disoccupazione da vecchiaia). Da queste prime esperienze di previdenza promossa dallo Stato, si arriva a quello che è considerato il vero punto di partenza del Welfare State: il "rapporto Beveridge" del 1942, in Inghilterra. Sir William Beveridge stabilisce che “ad ogni cittadino deve essere garantita una soglia di sussistenza", un minimo di benessere: l'accento si sposta dal "rischio" al "bisogno", i cittadini possono usufruire della prestazioni di cui hanno bisogno 3 Col termine "reti primarie" (o "reti informali") ci si riferisce a quegli insiemi di relazioni primarie che hanno come soggetti fruitori e destinatari i membri della stessa famiglia, i parenti, gli amici, le persone vicine che danno occasionalmente aiuto. Per estensione si arriva a includere i gruppi di mutuo aiuto, certe organizzazioni etniche, di fraternità o di vicinato, fino a forme di volontariato e cooperazione, che però non superino certe quote di formalizzazione.
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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Zironi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Ivo Colozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 292

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